Sfilata di mezza quaresima, il duca Morotti: "Grande festa di popolo che coinvolge anche i giovani" - BergamoNews
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L'intervista

Sfilata di mezza quaresima, il duca Morotti: “Grande festa di popolo che coinvolge anche i giovani” fotogallery

Domenica 26 marzo si terrà la sfilata di mezza quaresima. La manifestazione è inserita nella tre giorni d'iniziative "Bergamo città del folclore", con il prologo venerdì e il rasgament de la Ègia sabato. Abbiamo intervistato il duca Mario Morotti per saperne di più.

“Una grande festa di popolo, che coinvolge anche tanti giovani”. Così il duca di piazza Pontida Mario Morotti “Smiciatöt” illustra la sfilata di mezza quaresima che domenica 26 marzo colorerà Bergamo con tanta allegria.

La manifestazione, unica nel suo genere in tutta Italia, ha una lunga storia: il Ducato ne ha preso in carico l’organizzazione sin dalla sua costituzione nel 1924, ma tracce del rasgament de la Ègià in città si trovano già in alcuni scritti dell’Ottocento. La sfilata, caposaldo della tradizione popolare orobica, si inserisce in una tre giorni di iniziative intitolata “Bergamo città del folclore” (qui il programma).

Abbiamo intervistato il duca Mario Morotti per conoscere il calendario dei festeggiamenti, aneddoti e curiosità.

Come stanno procedendo i preparativi?
Tutto sta proseguendo come da programma: abbiamo distribuito tutti i compiti, la macchina organizzativa è ormai collaudata. In occasione dei nostri due eventi più grandi, cioè la sfilata di mezza quaresima, con cui veniamo identificati in tutta la provincia, e il festival del folclore che si tiene ad agosto, nei volontari si accende in modo particolare la voglia di partecipare attivamente.

Il programma è ricco di appuntamenti…
In passato il Rasgament de la Ègia veniva effettuato al termine della sfilata. Da qualche anno abbiamo pensato di anticiparlo alla sera prima, dando un respiro più ampio alla festa e rendendo la cerimonia più partecipata. Poi, si è aggiunto il prologo del venerdì.
La festa si estende su tre giorni con il brand “Bergamo città del folclore”. Venerdì verrà proposta una serata di spettacolo folcloristico al Quadriportico del Sentierone, con i gruppi stranieri Nadjm el Jazair dall’Algeria e Kleurrijke Dans dalla Turchia, che per la prima volta si esibiranno in Italia, e il gruppo siciliano Terra del Sole.

E il giorno successivo?
Sabato sera in piazza Pontida se il tempo lo permetterà oppure al Quadriportico del Sentierone si terrà la presentazione dei carri che parteciperanno alla sfilata e l’elezione della Ègia piö bèla”, che domenica aprirà la sfilata insieme a me. Si tratta di una donna o di un uomo truccati da vecchia e la più bella verrà eletta con votazione popolare coinvolgendo i presenti che potranno esprimere la propria preferenza attraverso telecomandi distribuiti dietro consegna di un documento d’identità e il risultato sarà visibile su maxischermo.
Ci sarà, poi, la premiazione dei bozzetti “Ègia 2017”, realizzati dagli allievi della scuola d’arte Fantoni nell’ambito di una collaborazione che sta proseguendo da oltre quattro decenni. Non mancherà la musica con la M Street band.
La serata entrerà nel vivo con la recita del testamènt de la Ègia, i fuochi e il rasgament.

Qual è il tema di quest’anno?
“Il degrado delle nostre strade e dei marciapiedi. Poca manutenzione, buche dappertutto; difficoltà per chi guida ma anche per chi va a piedi sui marciapiedi dove, se non trovi una buca, trovi la cacca di un cane grazie all’inciviltà del suo padrone”. Scelto il tema, ogni anno il Ducato incarica una poetessa per redigere il testamento della Ègia in cui, prima del rogo, dichiara di sperare che con il suo sacrificio si riesca a cambiare qualcosa e spiega cosa si potrebbe fare per risolvere il problema. La richiesta è duplice: da una parte, l’impegno delle istituzioni, dell’amministrazione, a dedicare più risorse alle manutenzioni e dall’altra un appello ai cittadini a contribuire a tenere pulite le strade raccogliendo le deiezioni canine ed evitando di gettare cartacce e mozziconi. L’attrice Simona Ronchi della compagnia Carlo Bonfanti di Treviglio reciterà questa poesia.

È un’usanza antica…
Con il rasgament in ogni edizione si mettono simbolicamente al rogo le brutture della città. Una cerimonia che avviene anche in altri capoluoghi e paesi, ma solamente a Bergamo si festeggia carnevale a metà quaresima e questa peculiarità ci permette di avere anche gruppi da fuori provincia. È una grande festa di popolo, vi prendono parte anche tanti bambini e ragazzi che non vedresti in altre iniziative, e moltissimi giovani s’impegnano nella realizzazione del proprio carro: su 3.500 figuranti dei carri, sono il 70%.

E quanti saranno i carri?
Alla chiusura delle iscrizioni erano 63, poi se n’è aggiunto un altro. E c’è anche un carro a cui è stato assegnato il numero zero, perché si è iscritto quando la numerazione era stata già attribuita: è di Missaglia (Lecco) e gli abbiamo dato un posto come ospite d’onore.
Abbiamo notato che partecipano più gruppi che carri, forse perché la preparazione ha costi maggiori e la crisi anche in questo caso incide. Pur di festeggiare, le persone creano gruppi dando sfogo alla propria creatività con costumi che spaziano dai cartoni animati alle fiabe e a quelli a tema storico, come l’antico Egitto. Non c’è, invece, nessun carro politico, altro segno dei tempi.
Come sempre, ci sono anche gruppi non autoctoni, costituiti da persone con origini straniere che abitano a Bergamo. C’è un gruppo cileno, uno ucraino, oltre a tre gruppi estratti a sorte tra i dodici totali in rappresentanza della comunità boliviana.

Carri e gruppi arrivano da tutta la provincia…
Tra i partecipanti si trova la geografia di tutta la bergamasca. Ad esempio, Castelli Calepio, da dove arriveranno 600 persone, Chiuduno, Zogno e San Pellegrino. Da Ardesio ci sarà il gruppo della “Scasada del zenerù”, festa popolare da tenere viva: quando vedo giovani e bambini crederci e partecipare, vuol dire che la tradizione proseguirà nel futuro, cresceranno con questa passione e fra una decina d’anni saranno loro stessi a costruire i carri e ad aiutare.

Come mai è importante mantenere e tramandare la tradizione?
Perché è la nostra storia, come scriveva Papa Giovanni, è “il progresso che è stato fatto ieri, come il progresso che noi dobbiamo fare oggi e che costituirà la tradizione di domani”. È ciò che hanno fatto i nostri padri e abbiamo il dovere di continuare a trasmetterla ai nostri figli.

E qual è il segreto del successo della sfilata di mezza quaresima?
Sentirsi protagonisti per un giorno: la gente che vi partecipa esce dal suo tram tram quotidiano e si sente padrona della città, festeggia libera da tanti vincoli, respirando un forte senso di libertà. Inoltre, con questa festa la città si sente vicina e molti enti si organizzano in funzione della manifestazione. Ad esempio, abbiamo già un accordo con A2A che, dietro la Croce Rossa, chiuderà la sfilata con quattro macchine e pulirà le strade mentre finirà la parata. Per l’occasione, poi, Atb modificherà i percorsi dei pullman e verranno aggiunte corse al trenino della Valseriana.

Quali sono le novità di questa edizione?
Il percorso proseguirà sino in via Zendrini, nella zona del quartiere san Paolo, dove ci sarà un divieto di sosta per consentire ai carri, al termine della manifestazione, di smontare in tutta sicurezza evitando problemi di viabilità. Ma le novità non sono finite qui.

Ci racconti…
“Piuma d’oro” di Treviglio, azienda leader nel settore dolciario e alimentare, regala mezza tonnellata di chiacchiere che verranno distribuite ai presenti in occasione della sfilata di mezza quaresima. Alla parata, dietro di me, ci sarà un carro costruito dal Ducato di Piazza Pontida, con una mia grande sagoma sulla quale verrà posizionata un’imponente corona di legno storica, rimessa a nuovo, e una palla di polistirolo sulla quale è disegnato il mio volto. Vi sarà anche un castello, la reggia del duca, che conterrà le chiacchiere. In totale, ne verranno distribuite 5 quintali in confezioni da un etto oltre a 2 quintali di caramelle zuccherini.

Per concludere, nel futuro “Bergamo città del folclore” potrà ampliarsi ulteriormente?
L’idea è di estenderla progressivamente arrivando ad abbinare alla festa di metà quaresima una settimana di folclore. Si tratta di un’occasione di richiamo e un’opportunità per promuovere il territorio.

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