BergamoNews it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Goodbye New York, viaggio magico ed emozionante nel segno della condivisione”

Si chiude il nostro viaggio in compagnia di Stefano Vailati, studente bergamasco di 17 anni nella Grande Mela per un prestigioso stage alle Nazioni Unite

Più informazioni su

Siamo arrivati all’ultimo giorno (lunedì 20): mattinata libera per prendere i souvenir, pomeriggio e sera in aeroporto, nottata e mattina del giorno dopo in aereo. Mi sembra però che questo viaggio meriti di essere ripercorso, come ho fatto continuamente io sull’aereo, nelle sue parti più importanti.

Una su tutte senza dubbio il reale motivo per cui ero a New York, lo stage, che forse non ho citato a sufficienza nei miei articoli precedenti, ma che sicuramente è stato la componente principale del viaggio.

Partiamo con le informazioni tecniche: cinque sessioni di simulazione di una commissione Onu, SPECPOL (Special political and decolonization commitee) nel mio caso, durante le quali sono stati attraversati i vari step (discussione dell’argomento, formulazione di ipotesi di risoluzione progressivamente vagliate e selezionate) che portano alla stesura e votazione di una risoluzione Onu e dei suoi emendamenti.

Stefano Vailati Onu

Il lavoro rispetto alla realtà è ovviamente concentratissimo, poiché si svolge in pochi giorni un lavoro che normalmente richiede vari mesi, se non anni, e questo lo rende massacrante. Le sessioni erano di due ore e mezza, ma spesso arrivavano a tre. Togliendo però la presenza piuttosto ingombrante degli studenti americani o comunque madrelingua, che avevano ovviamente molta più dimestichezza con la lingua e che tendevano quindi a snobbare un po’ gli altri studenti, il lavoro è stato molto interessante, altrettanto utile e persino divertente, senza contare che ci ha permesso di incontrare persone che altrimenti non avremmo mai avuto occasione di conoscere (a me è successo con il delegato del Rwanda, ragazzo del Connecticut originario del sud est asiatico).

La conclusione dei lavori ci ha poi fatto tornare quasi del tutto al ruolo di turisti che avevamo nei giorni liberi, ma comunque di un certo livello, visto che eravamo dotati di pass personalizzati che ci hanno fatto sentire quasi ospiti, più che visitatori.

Dei giorni liberi, in cui ho fatto il turista, ho già parlato anche troppo durante questa settimana, quindi mi sembra inutile ricordare tutto quello che ho potuto visitare, anche perché è stato quasi secondario. New York infatti è una città fantastica, ma il vero elemento che ha reso indimenticabile questo viaggio è stato il gruppo. Sono stati gli altri ragazzi, con cui ho condiviso questa esperienza, a rendere il tutto più magico, più emozionante, e una menzione d’onore la merita senza dubbio la nostra accompagnatrice e referente, Dalila, senza la quale nulla sarebbe stato lo stesso. Grazie di cuore a tutti.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.