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Masterchef 6, la finalissima: Valerio e Cristina favoriti, ma occhio ai colpi di scena

Nell'ultima puntata si darà battaglia una triade più o meno annunciata che, perse per strada due delle concorrenti più complete e promettenti (Giulia Brandi e Loredana Martori), ci presenta un triangolo su cui vale la pena tirare le somme e azzardare qualche pronostico

“La cultura è l’ingrediente più importante per il futuro della cucina”. Con questa frase Massimo Bottura ha sintetizzato – in occasione di Identità Golose 2017 – il cuore pulsante di questo mestiere.

“La Cultura”, ovvero la grande Assente della sesta edizione di Masterchef, quella che come immagine iconica e rappresentativa avrà questa: quella dell’uovo fritto con le patate molli!

Sintesi perfetta di una trasmissione prevedibile e basata su prove non meritocratiche (il pressure test è da abolire!) e che racconta di una telenovela ormai consumata. Sono stati molti i dettagli che ci hanno fatto comprendere che il talent ha ormai raggiunto i limiti consentiti di saturazione e che avrebbe bisogno di una ventata d’ossigeno perché – diciamocelo – le dinamiche sono sempre le stesse, i personaggi clonati e i copioni riscritti con la carta carbone.

Non è un caso se in finale arriva sempre la medesima formazione composta dal mite, dall’aggressivo e dall’antipatico di cui – uno tra i tre – rappresenta costantemente e con maestria la categoria dei casi umani o degli outsider in cerca di riscatto.

E non è un caso se quando il ritmo si affloscia, si sceglie di dare un calcione alla noia, creando il colpo di scena ed eliminando il concorrente più forte, positivo e apprezzato dal pubblico: ci avevate fatto caso che concorrenti come Giulia Brandi quest’anno, Rubina Rovini la scorsa edizione o Simone Finetti in quella precedente, venivano sempre eliminati tra la settima e la nona posizione? In modo da scatenare lo sdegno sui social a metà percorso, inasprire gli animi innescare un tam-tam mediatico e virale che spingesse le tastiere a creare hashtag e condividere stati che portassero la trasmissione come trend assoluto nazionale.

E ancora, non crediamo sia un caso, se i concorrenti con una situazione di omonimia, siano stati interessati a eliminazioni di coppia: vale per i due Marco; vale per i due Michele.

Un talent dunque, sempre meno talent e sempre più reality: e qui, lo zampino di Endemol è lapalissiano e – non a caso – neanche il tempo di chiudere con la telenovela di Masterchef 6 – si riparte dalla prossima settimana con Masterchef Celebrity in cui 12 personaggi pseudo-noti del mondo dello spettacolo e affini si daranno battaglia a colpi di mestoli, padelle e frustini da cucina.

E che ci vuoi fare…. Seguiremo anche quello!

Ma torniamo al nostro di Masterchef, quello che ha portato in finale una triade più o meno annunciata che, perse per strada due delle concorrenti più complete e promettenti (Giulia Brandi e Loredana Martori), ci presenta un triangolo su cui vale la pena tirare le somme e azzardare qualche pronostico.

CRISTINA (MEDIA FINALE: 8,4): Inizialmente non l’avremmo data tra i finalisti. Non perché non meritevole (il suo anello di piadina ai casting ci è piaciuto perché perfettamente affine con la cucina gourmet moderna), ma perché troppo perfetta: brava, bella, educata e di buona famiglia. Nessuna storia strappalacrime o caso clinico da raccontare. Nella mia prima pagella scrissi “non vincerà”. E invece, oggi eccola qui e – fiduciosa che la produzione se ne guardi bene dal riproporci finali e vincitori identici allo scorso anno. FAVORITA.

GLORIA (MEDIA FINALE: 5,78): Ai casting si presenta come ragazza madre di una figlia più o meno coetanea. Rivela nel corso della prima puntata di essere disoccupata e quindi, in occasione della prima pagella, sentenziamo sicuri che sarà “finalista annunciata”. Parte con una cucina che convince ma poi, inciampa di continuo, propone piatti da esclusione immediata (tra cui il famigerato uovo fritto con patata molle, che attendiamo di trovare in menù al Mc Donald’s) ma la graziano di continuo poiché, come detto più volte: “l’antipatico è indispensabile in semifinale”. E, per una questione di montaggio o meno, è a Gloria che va tale titolo. Non crediamo che scelgano di portarla alla vittoria per evitare sovrapposizioni o clonazioni eccessive con la scorsa edizione, ma non è detto che non arrivi tra i primi due, per giocare una finale tra Yin e Yang. CLICHÈ.

VALERIO (MEDIA FINALE: 7,56): Giovane, dinamico (forse anche troppo!!!) e con una voglia pazzesca di fare. A volte ci si chiede se tutta l’energia che trasmette sia naturale o derivi da sostanze illecite e illegali ma, sta di fatto, che questo diciottenne che ha colpito per la positività (mai uno sgarro o una parola cattiva verso i compagni) e per la verve (storici i duetti con il compare Michele e la passione comune per la gnocca) non fanno che rafforzare le doti – tutte da sviluppare, vista la giovane età – di un talento che, senza dubbio, ha trovato la sua strada. Forse acerbo per l’assegnone finale, ma certamente meritevole della medaglia d’argento. STUPEFACENTE.

Ed essendo l’ultima puntata – soprattutto per il buon Cracco che tira i remi in barca – doveroso riflettere anche sui nostri giudici.

BRUNO BARBIERI: Arriva un momento in cui tutti dovrebbero valutare una svolta e probabilmente questo è l’anno di Barbieri. E la svolta sarebbe quella di concentrarsi sull’avvio di un ristorante – il Fourghetti – che stenta a convincere pienamente, piuttosto che continuare in maniera stanca e troppo spesso invisibile, un impegno ormai offuscato dalla presenze di colleghi dalla personalità forte e definita. Barbieri rimane un grandissimo Chef a cui probabilmente la continuità e la routine non fanno bene. Fatto salvo le battibeccate tra comari con Loredana e il conio di un paio di termini dal vernacolo bolognese, non ha mostrato gran che. VOTO: 7 (per la stima).

JOE BASTIANICH: Idolo incontrastato del teleschermo, se possibile, alza l’asticella della sua presenza scenica, in quest’ultima edizione di Masterchef. Si evolve, chiudendo la parentesi del lancio del piatto, e confermando senza pecche quella di One Man Show, tra il comico e il filosofico. Continua a deliziarci con termini meritevoli di attenzione da parte dell’Accademia della Crusca, e innesca amicizie pericolose con non vedenti, monaci shaolin e soprattutto con Giuliona nostra, con la quale intraprende giochi di sguardi e chissà che altro, che manco in “Cinquanta sfumature di grigio”. VOTO: 10.

ANTONINO CANNAVACCIUOLO: Se l’Antonino Cannavacciuolo televisivo fosse lo stesso della realtà e della quotidianità, non basterebbe una tabella da 1 a 10 per dargli un voto. Ma la televisione non giova a tutti e Tonino, nonostante una performance impeccabile nella danza tirolese dello Schuhplatter, pacche sulle spalle da Guinnes dei primati, e un atteggiamento autoironico non indifferente nei confronti della sofferta dieta, non emerge come meriterebbe. Ma è sempre un grande, in ogni senso! VOTO: 9.

CARLO CRACCO: Era da un paio d’anni che si vociferava della sua dipartita dalla trasmissione e, finalmente, Carletto fa outing e rivela che dalla prossima stagione non ci sarà più (ma lo continueremo a vedere in Hell’s Kitchen… questo ve lo diciamo noi!). Abbandona la nave, dunque, al momento giusto, dopo aver portato a termine una stagione nel migliore dei modi ovvero, entusiasmandoci con i suoi: “ALLORAAA… FORZAAAA…”; sfottendo Bastianich sulla “qualità” della cucina americana; e risvegliando i torpori ormonali di concorrenti ancora ignari sulla propria identità sessuale. E non solo! Perché il buon Carletto rimane sempre un grandissimo bonazzo, patatine o no. VOTO: 9.

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