Regolamento anti-slot, il Tar sta con Bergamo: limitazioni ok con solo due eccezioni - BergamoNews
La sentenza

Regolamento anti-slot, il Tar sta con Bergamo: limitazioni ok con solo due eccezioni video

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia respinge i tre ricorsi delle concessionarie di gioco e accoglie quello della Federazione Italiana Tabaccai: rimangono le limitazioni vigenti con le sole eccezioni di 10&lotto e Gratta e Vinci.

Una sentenza che potrebbe fare giurisprudenza e alla quale guardavano con interesse tante altre amministrazioni: il Tar di Brescia ha considerato legittimo il provvedimento “anti-slot” adottato nel giugno dello scorso anno dal Comune di Bergamo, respingendo tre dei quattro ricorsi avversi presentati dalle principali concessionarie di gioco del settore e dai tabaccai.

L’innovazione del regolamento proposto dalla Giunta Gori stava sostanzialmente nell’introduzione di fasce orarie che disciplinavano gli orari di esercizio di “sale giochi, sale Vlt, sale scommesse, degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita di denaro nonché degli orari di vendita di lotterie istantanee su piattaforma virtuale e/o con tagliando cartaceo”: niente azzardo dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21 negli esercizi prossimi a luoghi sensibili come scuole od oratori, banche, sportelli bancomat o compro oro, limiti alla reclamizzazione del gioco e delle relative vincite.

Nella propria battaglia contro la ludopatia il Comune si è scontrato con Lottomatica Spa, Lotterie nazionali SRL, Lotto Italia SRL e con la Federazione Italiana Tabaccai, l’unica che ha visto riconoscere le proprie ragioni davanti al giudice: “Dei 4 ricorsi pendenti il Comune è risultato vincente nei tre avanzati dalle concessionarie – ha specificato il sindaco Giorgio Gori – Eccepivano la regolarità del nostro intervento e la proporzionalità delle misure, con particolare riferimento alle fasce orarie”.

Elementi che, invece, il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia ha giudicato legittimi, riconoscendo l’importanza dello studio preliminare al regolamento condotto dal Comune sull’incidenza del fenomeno del gioco d’azzardo sul territorio: i dati raccolti, secondo il giudice, erano sufficienti a giustificare il regolamento così come era stato formulato e rendevano proporzionali le limitazioni orarie consistenti in un quarto della giornata.

“Le concessionarie hanno avanzato il ricorso a tutela dei propri interessi – ha sottolineato Gori – ma il Comune ha agito in nome di un interesse maggiore, quello della salute dei propri cittadini e in particolare dei minori”.

Ha invece visto riconosciute le proprie ragioni la Federazione Italiana Tabaccai, in merito ai giochi del 10&lotto e Gratta e Vinci: “Qui il giudice ha considerato nullo il nostro provvedimento in quanto il 10&lotto è soggetto a una concessione esclusiva e soggetta a monopolio – ha spiegato il sindaco – Un’osservazione che è stata allargata anche ai Gratta e Vinci che però si gioca ovunque e un concessionario ce l’hanno. Sono due tipologie di gioco per le quali il Tribunale non ha ravvisato l’elemento della compulsività. Sicuramente faremo ricorso al Consiglio di Stato”.

Un ricorso che verterà in particolar modo sui Gratta e Vinci perchè, ha spiegato Gori, “a nostro avviso presentano caratteristiche assimilabili a quelle tipologie di gioco per cui il nostro regolamento è stato considerato valido mentre sul 10&lotto difficilmente potremo prevalere. Provvisoriamente questi due giochi rimangono fuori dalle limitazioni”.

In attesa del ricorso e in via cautelare, infatti, la Giunta in ottemperanza alla sentenza del Tar ha riapprovato il regolamento escludendo dallo stesso 10&lotto e Gratta e Vinci: il 20 marzo ritornerà all’esame del Consiglio Comunale che lo scorso anno lo votò all’unanimità.

“Per ora siamo soddisfatti, abbiamo raggiunto risultati già importanti – chiosa Gori – In tanti riprenderanno il nostro regolamento perchè siamo stati apripista a livello nazionale nella regolamentazione del gioco d’azzardo: immaginiamo che anche le concessionarie faranno ricorso, non la consideriamo ancora una partita vinta del tutto”.

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