Il caso
|Misano, il cimitero è pieno: “Ma lo Stato ci impedisce l’ampliamento”
La legge sul pareggio di bilancio impedisce al comune amministrato da Daisy Pirovano di accendere un nuovo, importante mutuo: “Non ci permettono nemmeno di morire”
“Questo Stato non ci permette nemmeno di morire”. Sono queste le pesanti parole del sindaco di Misano di Gera d’Adda Daisy Pirovano in merito alla vicenda inerente il cimitero cittadino impossibilitato ad ampiarsi a causa di restrizioni legate alla burocrazia nonostante gli esigui spazi rimasti a disposizione.
Il camposanto misanese si troverebbe infatti ormai quasi al limite di capienza e richiederebbe un’opera di ampliamento e manutenzione, con la creazione di nuove aree destinate ai colombari con relativi accessi per poter aumentare la disponibilità di spazi.
Il costo di un’intervento di tale portata si aggirerebbe attorno ai 260mila euro – inizialmente erano previsti lavori per un costo di 280mila euro, ribassati però in seguito – i quali verrebbero incamerati dalla cittadina della Bassa tramite l’accensione di un mutuo. Per alcune disposizioni burocratiche, legate principalmente alla normativa sul pareggio di bilancio, al comune non è possibile spendere una cifra superiore a quella incassata durante l’anno, la quale – ad oggi – risulta nettamente inferiore alla somma di 260mila euro necessaria per la realizzare le opere nel cimitero cittadino.
Un bel problema quindi per l’amministrazione, che si trova ora a dover cercare soluzioni alternative per poter realizzare tali strutture – inserite comunque nel programma delle opere pubbliche 2017-2019 durante l’ultimo consiglio comunale -.
Tra le soluzioni portate in esame quella più gettonata, al momento, è quella che prevedere l’apertura di tre mutui separati – il primo del valore di 100mila euro nell’anno 2017, il secondo da altri 100 mila euro per il 2018 e infine l’ultimo da sessantamila euro per l’annata 2019 – in modo da raggiungere la somma totale preventivata per la realizzazione dei lavori senza sforare col limite annuale imposto dalle leggi. Una soluzione ingegnosa questa, che permetterebbe cosi di scavalcare l’impedimento burocratico anche se la qualità e i costi dei lavori subirebbe inevitabilmente delle flessioni venendo essi realizzati in tre trance – una per ogni finanziamento -.
“Con l’applicazione della nuova legge sul pareggio di bilancio, che il Governo ha venduto come l’abolizione del Patto di Stabilità, di fatto i comuni non possono fare investimenti né indebitarsi contraendo mutui, se non nei limiti imposti dalla legge stessa – dichiara il primo cittadino – di fatto il Patto di stabilità ha cambiato nome ma esiste ancora e dallo scorso anno si applica anche ai Comuni con meno di 1000 abitanti, che prima non erano sottoposti al Patto”.
Sulla vicenda legata al cimitero poi afferma: “Secondo il Governo e il meccanismo del pareggio di bilancio, noi per poter fare i nuovi colombari dovremmo incassare in un anno 260mila euro in parte capitale – oneri e entrate diverse – per poterli spendere nel corso dell’anno. Ovviamente, in quanto piccolo comune, la gente decede mediamente in proporzione come nel comuni più grandi, che però hanno più entrate nel corso dell’anno. Siccome noi non abbiamo entrare sufficienti, dobbiamo per forza contrarre un mutuo, cosa che in otto anni della nostra Amministrazione non abbiamo mai fatto, perché fortunatamente fino al 2011 il Patto non si applicava sotto i 5.000 abitanti e poi per fare le opere abbiamo trovato finanziamenti attraverso bandi e introiti da privati derivanti da accordi del PGT. Ora noi annualmente non possiamo indebitarci per più di 100mila euro all’anno e questo nonostante a fine 2015 abbiamo estinto circa 100mila euro di vecchi mutui, abbassando l’indebitamento del comune, da qui l’assurdità che dobbiamo spalmare il costo dei loculi su tre anni”.


