"I Pooh, musica vecchia? No, piacciono anche a noi giovani" - BergamoNews
Musica

“I Pooh, musica vecchia? No, piacciono anche a noi giovani”

La musica non ha età e se è veramente forte, colpisce nonostante gli anni che passano ed ecco perché la musica dei Pooh piace anche a noi giovani. Parola di Silvia Colombo, classe 1989.

Chi non conosce i Pooh? Solo al sentirli nominare ai più verranno in mente una serie infinita di brani più o meno conosciuti ma in ogni caso “di un’altra epoca”. Musica per adulti, per chi è nato con loro e non di certo per i giovani d’oggi. E invece chi ha avuto occasione almeno una volta nella vita di partecipare ad uno dei loro concerti si sarà sicuramente reso conto che non è per niente così, e molto probabilmente si sarà ritrovato a cantare a squarciagola a fianco di qualcuno che magari aveva più o meno l’età dei propri genitori. Si è vero, probabilmente si tratta di una minoranza, ma una minoranza ben consistente quella dei giovani che ama la musica dei Pooh e che nelle loro canzoni si riconosce, e che fino a qualche mese fa affollava i loro concerti.

I più scettici saranno sicuramente subito portati a pensare che i giovani che ascoltano la band del bergamasco Facchinetti siano perlopiù ragazzi e ragazze cresciuti a “pane e Pooh”, costretti sin da piccoli ad ascoltare di quella Piccola Katy scappata di casa o a chiedersi continuamente chi avrebbe fermato la musica, e forse per qualcuno è stato proprio così; ma ci sono anche moltissimi giovani che alla musica dei Pooh si sono appassionati in modo totalmente autonomo, rendendosi conto che quella che per i coetanei era “musica vecchia” poteva nascondere messaggi attuali.

Pochi giorni fa – 3 marzo – ad esempio, è stato l’anniversario della vittoria al Festival di Sanremo del 1990 del brano Uomini Soli, che si è piazzata sul primo gradino del podio davanti a brani altrettanto immortali quali “Gli Amori” di Toto Cutugno e “Vattene Amore” di Amedeo Minghi e Mietta. Un brano dolce e forte nello stesso momento, un brano probabilmente ben poco sanremese, ma che ha saputo trattare di un argomento con cui chiunque nella vita si ritrova a fare i conti prima o poi. Il bellissimo testo che ha accompagnato le musiche scritte da Roby Facchinetti, è del compianto Valerio Negrini che, con la sua capacità di dipingere dei piccoli film della durata di una canzone, è riuscito a trattare con delicatezza e fermezza un argomento delicato come la solitudine, affrontandone tutte le possibili sfumature, dalla solitudine dovuta al lavoro, a quella causata dall’essere “in un mondo falso un uomo vero” . Un brano scritto da un ateo che si rivolge a Dio chiedendo spiegazione per questa particolare condizione dell’uomo moderno è sicuramente un brano innovativo, diverso ed emozionante, che continua ancor oggi ad essere accolto con standing ovation e grande partecipazione emotiva ad ogni sua esibizione.

Ma questo, per quanto conosciuto e pieno di spunti interessanti, non è ovviamente l’unico brano dei Pooh che tratta di argomenti tutt’oggi attuali: tra le più famose possiamo ad esempio citare Pierre, brano del 1976 che con grande anticipo è stata presentata al pubblico con tematiche che ai giorni nostri sono di grande quotidianità: come l’omosessualità, il rispetto e l’accettazione di sé, ma che all’epoca della sua pubblicazione erano quasi dei tabù. E si potrebbe scavare ancora più a fondo, per scoprire un universo disseminato di brani sconosciuti al grande pubblico che sono però il vero tesoro della discografia della band.

Non da ultimo è interessante anche sottolineare come l’operazione di lancio di nuove versioni di brani storici fatta durante lo scorso anno in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni di carriera della band, ha sicuramente avuto un impatto importante su quella che è l’opinione di molti giovani, che si sono trovati ad ascoltare, apprezzare, e inserire con orgoglio nella loro playlist brani come Chi Fermerà La Musica, Pensiero o Noi Due Nel Mondo E Nell’Anima, che fino a qualche mese prima erano brani che probabilmente non avrebbero mai e poi mai scelto spontaneamente di ascoltare.

La musica non ha età, e se colpisce, colpisce, che sia stata scritta 2 mesi o 20 anni fa, e proprio per questo non bisogna soffermarsi all’età anagrafica di un artista per capire se il suo pubblico è formato da giovani o meno giovani. Certo, ci sono brani che sono stati scritti con stili e argomenti che forse nel 2017 non riescono più ad attirare i giovani, sempre desiderosi di cose nuove e diverse, ma sicuramente questo non è mai stato un problema dei Pooh.

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