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Dalla Siria ultimatum per Sergio Zanotti: “Avete 3 giorni, poi lo uccidiamo” foto

L'imprenditore di Marone, che per 3 anni ha vissuto a Sarnico, dallo scorso aprile sarebbe nelle mani di un gruppo vicino all'Isis: “Sono mesi che abbiamo contattato il governo italiano ma a loro non interessa salvare una vita”.

Tre giorni di tempo per esaudire le richieste avanzate a novembre dello scorso anno, pena l’esecuzione di Sergio Zanotti: dalla Siria è tornato a farsi sentire il gruppo che dice di avere in ostaggio l’imprenditore bresciano 56enne di Marone, con un pesante ultimatum al Governo italiano.

Come riferito da Bresciaoggi, il messaggio è stato recapitato tramite Messenger: i presunti rapitori hanno inviato una foto del passaporto di Zanotti affiancato da una pistola, con un biglietto che porta la data del 16 febbraio.

A novembre lo stesso gruppo aveva inviato al sito russo Newsfront un video in cui Zanotti, che per tre anni dal 2010 al 2013 ha vissuto a Sarnico, spiegava di essere stato rapito 7 mesi prima e invitava il Governo a intervenire prima di un’eventuale esecuzione.

Zanotti appariva nel video con indosso una tunica bianca, inginocchiato di fronte a un soldato che imbracciava un fucile: barba bianca incolta, tra le mani solo un biglietto con la data del 15 novembre.

Gli 007 italiani non avevano mai confermato l’autenticità del primo messaggio, parlando di modalità anomale per un rapimento: ora, improvvisamente e senza ulteriori contatti, è arrivato un ultimatum che detta tempi strettissimi.

A parlare per i presunti rapitori, con la quale pare che gli investigatori italiani non siano mai riusciti a mettersi in contatto, è tal Abu Jihad: “Sono mesi che abbiamo contattato il governo italiano – è il virgolettato riportato da Bresciaoggi – ma a loro non interessa salvare una vita. Gli faremo fare la stessa fine di Failla e Piano (gli ostaggi italiani uccisi in Libia ndr)”.

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