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“Il primo bacio alla mia Agata, nata prematura e malata, l’ho potuto dare a 4 mesi” foto

Rosa Bellini, di Lovere, racconta il suo calvario, la paura, la fatica, la speranza, la gioia... tutto legato alla piccola piccola Agata, la sua bimba nata prematura a 28 settimane, nel 2013.

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Mamma Rosa racconta il suo calvario, la paura, la fatica, la speranza, la gioia… tutto legato alla piccola piccola Agata, la sua bimba nata prematura a 28 settimane, nel 2013. Mamma Rosa ricorda: “Era prematura e malata, operazioni, ospedale dal primo momento: il primo bacio gliel’ho dato quando aveva già 4 mesi!”.

Mamma rosa è Rosa Bellini di Lovere e con la sua esperienza vuol far conoscere il mondo della prematurità dei bambini, degli sforzi e della voglia di normalità.”Quando Agata è nata, a 28 settimane, era già un buon traguardo visto quello che si prospettava. Mi si sono rotte le acque a quattro mesi e mezzo, avevo appena iniziato a sentire la bimba muoversi, in caso di infezione avrei potuto morire in un’ora; mi sono aggrappata ai pensieri positivi e sono rimasta a letto ricoverata per circa due mesi, fino alla nascita della mia bimba”.

Una settimana dopo la nascita hanno dovuto operare Agata: le hanno asportato metà intestino e ha subito un secondo intervento solo due giorni dopo. “La mia piccola sembrava una bambola di ceramica: oggi ringrazio il dottor Minelli, le ha salvato la vita, io ero traumatizzata”.

Rosa e Agata sono rimaste ricoverate al Giovanni XXIII di Bergamo per i successivi tre mesi, nei quali la dura realtà quotidiana diceva che la piccola poteva non farcela. “Soffri per tuo figlio, ma anche per quelli degli altri, i pregiudizi crollano, le storie si intrecciano, un ricordo va alla dottoressa Mangili e alle infermiere che diventano i tuoi angeli. In quelle settimane tanti dettagli fanno la differenza, anche come ti lavi le mani: il rischio di infezioni è alto, per questo le ho potuto dare il primo bacio così tardi, ma loro hanno saputo trasmettere una professionalità e affetto eccezionali! E i bimbi lì attorno sembrano degli scriccioli aggrappati con tutta la loro forza alla vita”.

Il percorso è ancora lungo e la mamma con la sua bimba vengono trasferite in un reparto diverso per altri cinque mesi. Non si tratta “solo” di prematurità e patologie collegate, ma anche di un lungo periodo di ospedalizzazione e di vita “non normale”. Rosa ha potuto portare a casa la piccolina ben otto mesi dopo la nascita: “Bramavo di tornare a casa, ma mi sentivo un’infermiera e non sapevo nemmeno montare il passeggino… con una figlia di otto mesi!”.

agata rosa bellini

Pure a casa il sistema immunitario di Agata è ancora labile: i ricoveri e la vita ospedaliera continuano, per 18 ore al giorno è collegata a un macchinario per l’alimentazione attraverso un catetere, la mascherina per l’ossigeno e le numerose terapie sono all’ordine del giorno.

A due anni, nel 2015 Agata subisce un ulteriore intervento: impianto cocleare per permetterle di sentire. Un ulteriore passo avanti: “A volte era frustante non capirsi, ma abbiamo trovato un nostro modo di comunicare e oggi frequenta, con sostegno, l’asilo. I controlli, i ricoveri e la riabilitazione continuano, sa che deve fare delle terapie e prendere medicinali. Io al mattino mi alzo e indosso gli occhiali, lei l’impianto cocleare…”.

Rosa non nasconde le difficoltà quotidiane, ma sa vedere i tanti lati positivi. Come l’accettazione normale dei compagni d’asilo di Agata: “I bambini sono incredibili, quando mi chiedono cosa è quella specie di cuffia che porta, io rispondo che sono le sue orecchie e tutto è a posto. Agata interagisce benissimo con loro e se le cade l’apparecchio i suoi amici glielo rimettono e continuano a fare ciò che avevano iniziato: per loro è solo una delle tante cose che ancora non conoscono. Gli adulti a volte pensano che stia ascoltando la radio, ma è meglio quando chiedono, così capiscono. La nostra lotta più grande è trovare la normalità per quanto possibile”.

La storia della piccola Agata, Rosa Bellini ha voluto raccontarla, con tutta l’emozione che un percorso così tortuoso e difficile comporta, per far conoscere un pochino di più il mondo della prematurità: un grande aiuto l’ha avuto anche dal gruppo Facebook Bimbi prematuri-Bimbi Iugr e Sga. I nati guerrieri e la loro forza. E che forza, aggiungiamo noi!

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