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Cade da 20 metri in un cantiere navale, muore operaio 41enne - BergamoNews
La tragedia

Cade da 20 metri in un cantiere navale, muore operaio 41enne

Sarebbe caduto dal foro di una passerella a griglie S.B., operaio di origini bosniache residente a Bergamo deceduto a Montefalcone, in provincia di Gorizia. I sindacati: "Non è tollerabile morire in questo modo"

Sarebbe caduto dal foro di una passerella a griglie e da un’altezza di circa 20 metri S.B., 41 anni, operaio di origini bosniache residente a Bergamo, deceduto nella mattinata di giovedì 2 marzo a Montefalcone, in provincia di Gorizia nel Friuli Venezia Giulia.

L’incidente si è verificato nell’area dei cantieri navali di Monfalcone della Fincantieri. Sull’incidente, la procura di Gorizia ha aperto un’inchiesta per accertarne le cause e capire se l’uomo aveva o meno adottato tutte le precauzioni necessarie ai fini della massima sicurezza.

Il 41enne, nello specifico, era supervisore della ditta «Abl» di Calusco d’Adda, specializzata nella realizzazione di impianti industriali, impegnata nella costruzione di un grande capannone destinato a lavorazioni di sabbiatura e pitturazione di lamiere e blocchi di nave nell’area dei cantieri navali di Monfalcone.

I SINDACATI

Sull’infortunio intervengono con una nota la CGIL provinciale, la FIOM–CGIL di Bergamo e la FIOM nazionale. Intanto, è stato proclamato uno sciopero e il blocco di tutte le attività del cantiere di Monfalcone, dove si è tenuta anche un’assemblea dei lavoratori.

 “Secondo una prima ricostruzione, ancora da confermare, l’uomo stava lavorando su un’impalcatura quando la cintura di sicurezza si sarebbe sganciata facendolo precipitare nel vuoto” si legge in una nota della FIOM-CGIL nazionale. “Il lavoro dovrebbe dare speranza e futuro, non causare morte e disperazione nelle famiglie delle vittime. Non è più tollerabile che si possa morire in questo modo, senza che siano assicurate le più elementari misure di protezione e prevenzione sul lavoro e il controllo sull’utilizzo delle stesse”.

“Non è più accettabile che lavoratori muoiano ancora come cent’anni fa per una caduta dall’alto, che purtroppo rimane uno dei fattori di maggior rischio e causa di infortuni mortali” hanno aggiunto Angelo Chiari, responsabile Sicurezza della CGIL di Bergamo, e Eugenio Borella, segretario generale della FIOM-CGIL di Bergamo. “Ripetiamo ancora una volta che la sicurezza sul lavoro non deve essere mai vissuta come un costo, come vediamo accadere spesso soprattutto in presenza di lavorazioni in appalto, bensì come un investimento costante per la tutela e la valorizzazione dei lavoratori. La CGIL e la FIOM-CGIL di Bergamo, esprimendo la loro vicinanza alla famiglia del lavoratore, sono pronte ad assicurare tutta l’assistenza sindacale necessaria”.

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