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Migranti, il prefetto convoca i sindaci: “No” preventivo dal consiglio di Telgate

Il prefetto Costantino ha convocato per martedì 28 una serie di sindaci in Prefettura per sondare la disponibilità ad accogliere i richiedenti asilo sul territorio: il consiglio comunale di Telgate, approvando una mozione della Lega Nord, ha già espresso la propria contrarietà.

Un nuovo incontro per sondare la disponibilità all’accoglienza dei migranti e studiarne modalità e metodi: alle 11 di martedì 28 febbraio il Prefetto di Bergamo Tiziana Costantino ha convocato in via Tasso i sindaci di Bolgare, Calcinate, Castelli Calepio, Chiuduno, Grumello del Monte, Mornico al Serio, Palosco e Telgate.

La motivazione è chiarissima, motivata dal “perdurante afflusso sul territorio nazionale dei migranti richiedenti asilo e la correlata necessità di reperire sul territorio ulteriori strutture di accoglienza, anche a livello diffuso” che “ripropongono con forza la centralità del rapporto di collaborazione tra Istituzioni, allo scopo di garantire, nel rispetto dei ruoli, l’adempimento delle attività connesse alla gestione del fenomeno”.

Alla luce di questa convocazione, c’è già chi ha messo le mani avanti, ribadendo chiaramente la propria posizione, per altro già nota: giovedì 23 febbraio, infatti, il consiglio comunale di Telgate ha deciso di approvare, con 9 voti favorevoli e l’astensione della minoranza di “Per Telgate”, una mozione della Lega Nord in cui si specificava la contrarietà “all’eventuale collocazione sul territorio comunale e comprensoriale di migranti”.

Il provvedimento preso dal consiglio comunale è stato poi inviato in Prefettura e martedì il sindaco Fabrizio Sala si presenterà in via Tasso con il documento alla mano.

Il primo cittadino ha anche appreso da Bergamonews la notizia dei 18 richiedenti asilo arrivati nella serata di domenica a Capriate San Gervasio, dove il sindaco Valeria Radaelli ha criticato le modalità con cui è stata portata a termine l’operazione: “Strano che si lamentino anche i sindaci del centrosinistra…– ha sbottato Sala – Non si può lavorare così, vuol dire violentare la figura del sindaco e di conseguenza anche la volontà dei cittadini che lo hanno eletto. Dovesse capitare una cosa simile a Telgate saremmo pronti alla consultazione popolare”.

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