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Mario Gatti confermato segretario generale: “Pubblico impiego vecchio e senza futuro” - BergamoNews
Congresso fp cisl

Mario Gatti confermato segretario generale: “Pubblico impiego vecchio e senza futuro”

Dopo la provincia, in trincea per Camera di commercio di Bergamo e sanità privata. Tra i 14.000 dipendenti, l’età media è di 53 anni. “Serve il turn over”

Mario Gatti è stato rieletto Segretario generale della Funzione Pubblica di Bergamo. Con lui una squadra completamente rinnovata: Angelo Murabito e Catia Dezio. Si è concluso così il congresso Fp Cisl provinciale, che si è svolto lunedì 27 febbraio a Brusaporto, davanti a una platea di 50 delegati congressuali, in rappresentanza di oltre 4000 iscritti.

Una categoria che rappresenta, a Bergamo, oltre 14.000 dipendenti di Ministeri, Agenzie, Parastato, dei 242 Comuni, Provincia, Camera di Commercio, Aziende della Sanità e del Socio Sanitario. Circa 14 dipendenti pubblici ogni 1000 abitanti: 6 comunali, 7 sanitari, 1 tra i Ministeri e agenzie dello Stato.

“È evidente – ha detto Gatti nella sua relazione – che la politica bergamasca negli ultimi trent’anni non ha per nulla investito nel sistema pubblico e il futuro si rappresenta preoccupante soprattutto per i Comuni che, col blocco totale del turn over negli ultimi 2 anni, già in una preoccupante situazione di carenza di organici e con i pensionamenti in corso, avranno gravi difficoltà nel garantire tutti i servizi al cittadino”. Uffici dello Stato, Agenzie, INPS, INAIL, Enti Locali, Aziende Socio Sanitarie e di Tutela della Salute sono le anime del lavoro pubblico della CISL FP. “Tutte uguali agli occhi di chi le guarda da fuori e spesso le giudica: diverse e distanti per funzioni e responsabilità per chi le conosce, ma unite per il fine dei propri compiti finalizzati al servizio al cittadino e al senso del rispetto per lo Stato e per il bene comune”.

L’età media degli addetti in provincia di Bergamo è 53 anni: una recente analisi del MEF certifica che il mondo del pubblico impiego è il regno delle signore di mezza età. La classe d’età più rappresentata dopo quella 50-54, è quella immediatamente successiva, ovvero 55-59 anni, sia per le donne che per gli uomini: “se perdurerà il blocco delle assunzioni l’età media di tutti i dipendenti pubblici aumenterà e la classe d’età più rappresentata sarà quella compresa tra i 55 e i 59 anni, sia per le donne che per gli uomini.

Il blocco sulle assunzioni che tutte le finanziarie hanno reiterato non ha mai tenuto conto in alcun modo delle virtuosità che in Lombardia, a Bergamo, sono state da sempre un principio insieme alla qualità della risposta”.

Con il 31 dicembre 2016 si è conclusa la disastrosa vicenda delle province: “a Bergamo; con le altri parti sindacali siamo riusciti a pensionare e a ricollocare il personale destinatario del taglio senza procedere ad alcun esubero. È evidente che tutta la vicenda rivela oggi un ente devastato, che ha mantenuto le competenze proprie e quelle delegate dalla Regione, ma non ha personale adeguato nel numero e nelle competenze necessari per adempiervi, oltre che a rendicontare preoccupanti condizioni economiche che, salvo interventi, prelude ad un dissesto finanziario. La politica ha enormi responsabilità, ha voluto rispondere alle pance e ha combinato un enorme danno alla comunità locale”.

Anche per le Camere di Commercio è stato deciso un taglio del personale, oltre che del diritto camerale: “ora un decreto ne ha definito il valore percentuale del 15% di dipendenti da “tagliare”.
Anche qui lavoreremo perché nessuno rimanga “fuori”.

“Siamo agli albori di una riforma del sistema pubblico, più volte annunciato, scritto e poi riscritto, che attendiamo: molti pensano che cambierà tutto per non cambiare niente, altri attendono con preoccupazione”.

La Sanità Privata, circa 2.500 addetti, è la grande battaglia a Bergamo per sfidare le strutture sanitarie private bergamasche a rompere il blocco di ormai 9 anni del rinnovo dei contratti ARIS e AIOP. “Molti sono stati in questi anni i presidi alla Clinica Quarenghi di San Pellegrino Terme, ma anche al Policlinico San Marco di Zingonia, al Policlinico di Ponte San Pietro, all’Habilita di Zingonia, davanti alla Clinica Gavazzeni. Molti gli scontri e gli incontri con i dirigenti, i ricorsi ai tribunali. Sappiamo – ha concluso Gatti – che la strada da percorrere ancora si rappresenta lunga; i colleghi non lottano più, si adeguano, si adattano. lamentando sempre colpe d’altri senza pensare al futuro proprio e dei figli. Non possiamo demordere e continueremo ad esserci, a lottare”.

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