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Il trevigliese Gabriele Buttafuoco, scheggia dei 100 metri e regista del video di Shaggy foto

A 27 anni il giovane bergamasco vanta già una vita ricca di soddisfazioni e di esperienze più che interessanti. Conosciamolo meglio

Nato nel 1989 e trevigliese doc, Gabriele Buttafuoco a 27 anni vanta già una vita ricca di soddisfazioni e di esperienze più che interessanti. Dopo essersi diplomato al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Caravaggio ha scelto di affrontare la laurea in Scienze dell’Architettura al Politecnico di Milano. La sua vita ad oggi però si gioca tra l’atletica leggera e l’entusiasmo e il talento che dimostra dietro una macchina da presa, due passioni che ha abbracciato fin da ragazzino.

Gabriele Buttafuoco

È tesserato dal gennaio del 2015 tra le fila dell’Athletic 96 Club Alperia SPA, storica società di Bolzano più volte finalista oro e argento ai campionati italiani di società, dopo dieci anni passati con l’Atletica Riccardi Milano. Gabriele milita nella categoria dei Seniores Maschile e principalmente corre come velocista: gareggia nei 100 e 200 metri dopo un passato da saltatore in lungo.

Per quanto riguarda invece l’attività di regista egli, sempre dal 2015, lavora rappresentato dalla Wayne Film di Milano; è inoltre Creative Director per Athletic Elite, realtà da lui co-fondata da oramai poco più di quattro anni. Tra i suoi clienti spiccano i nomi di società di punta come Sky, Nike, Samsung, Schweppes, Universal, e tanti altri. In particolare ha ottenuto un boom di like nel momento in cui ha ufficializzato il suo ingaggio come regista del video (nella sua versione italiana) di Arianna Bergamaschi, famosa cantante e attrice teatrale e di musical, in coppia con la star mondiale giamaicana Shaggy.

Partiamo dalla fine: come ci si sente ad aver raggiunto questi risultati a 27 anni?

Diciamo che tutto è relativo: sono ben consapevole di essere partito da zero e proprio per questo sono felice quando mi fermo a pensare a quello che sono riuscito a mettere in bacheca finora. Se devo essere sincero non è una cosa che faccio spesso perché sono dell’idea che ho ancora tanta strada da fare, c’è ancora tanto da provare. Credo che i veri risultati debbano ancora arrivare.

Sport e regia: come riesce a giostrare il tutto?

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare non è una questione di tempo. Quello se vuoi si trova sempre: certo, per carità, non è facile. Più che altro è una questione di energie. Come dire?(E sorride, ndr)… L’atletica leggera è una “donna esigente” che pretende costanza e tante tante (se non tutte) le attenzioni; lavorare invece nel campo delle produzioni video assorbe maggiormente energie mentali quasi a tempo pieno. È un duo in effetti parecchio difficile da conciliare, per questo da un paio d’anni prendo lo sport con più leggerezza senza finalizzare campionati o puntare ai titoli. Fa bene e mi piace, dunque più che altro tendo a divertirmi. Non ho smesso chiaramente, e difficilmente abbandonerò questo mondo, anzi sto già mettendo le basi per rimanerci a livello dirigenziale.

Quando ha capito che lo sport sarebbe stato un pezzo del tuo futuro?
A dire il vero non ho mi sono mai fermato a pensare che potesse essere il mio futuro o parte di esso. Ci sono capitato dentro quasi per caso e l’ho sempre vissuto “così come veniva” e godendomi il momento. Certo, ho dato l’anima per prendermi tutte le soddisfazioni possibili e non avere mai rimpianti, altrimenti non sarei arrivato da nessuna parte, ma ripeto, anche per sono sempre stato consapevole che non sarebbe mai potuto essere il mio futuro. In Italia purtroppo non può essere il futuro di nessuno, o quasi. E io mi sto riferendo all’atletica eh, sia chiaro.

Forse per altri sport ci sono prospettive diverse. Quando è nata invece la passione per la macchina da presa?

Da piccolo! Credo avessi avuto su per giù nove anni… Sì! Iniziai a percepire una forte curiosità: ero affascinato dal capire come potessero essere nella realtà le scene epiche che si vedevano nei film. Mi figuravo tutto quel processo che sta dietro a quelle che, apparentemente, sembravano storie nate come già fatte. Da lì non mi sono più fermato e ho sempre cercato di imparare cose nuove, partendo dall’avvento di YouTube e arrivando ai tutorial online. Teoria e pratica: ho iniziato quindi ad ad applicarmi e testare un poco le mie capacità.

Abbiamo sentito parlare di un aneddoto che ha a che fare coi Lego: smentisce o conferma?

(Sorride un po’ nostalgico un’altra volta, ndr) Da autodidatta ho coltivato fino ad oggi questa grande passione per il video nata grazie ad un kit speciale Lego a tema ‘set cinematografico’. Me lo regalarono i miei un Natale di tanti anni fa ed io scoprii con piacere che quella scatola conteneva una piccola telecamera e un software per montare video. E’ iniziato tutto cosi!

I successi più belli come atleta?

Sicuramente vestire la Maglia Azzurra e quindi lottare per la propria Nazionale; poi ovviamente le tante medaglie vinte ai campionati italiani sono ricordi indelebili. Ma credo che in realtà i successi più belli che mi porterò nel cuore per sempre siano rappresentati da tutte quelle cose che il mio sport mi ha insegnato, dalla predisposizione al sacrificio al non aver paura della fatica, al capire che essa è un valore; oltre al concetto di non tirarsi mai indietro. Credo siano cose che solo chi pratica uno sport può capire prima di tutto, e poi far sue davvero. Oggi, e ne sono convinto, sono aspetti indispensabili per tirare avanti.

Invece… Prima abbiamo accennato alla collaborazione con Arianna e Shaggy: partendo da qui, quali sono stati i momenti più entusiasmanti invece alla regia?

Il videoclip di Shaggy e Arianna è stata una bellissima esperienza di passaggio e di crescita, mi ha dato tanta visibilità mediatica: come saprai ho gestito la realizzazione italiana del video “If U Slip U Slide” nella sua versione italiana, andato in onda poi in anteprima a Verissimo. A Milano ho diretto e coordinato la produzione del video, rimanendo in costante contatto e confronto anche con la troupe in Giamaica. Però a me interessava il campo pubblicitario. Così da lì ho avuto come clienti aziende importanti come Nike, Samsung, Schweppes, Chanteclair e altre, ma i momenti più entusiasmanti -devo essere onesto- li ho avuti con clienti più piccoli. Ad esempio una palestra locale in particolare: loro si sono affidati a me e fidati ciecamente; con grande soddisfazione ti confesso che si sono visibilmente emozionati alla vista del risultato. Questo genere di feedback, per me, rappresenta il compenso più grande.

Ha inseguito i suoi sogni con tenacia e continuerà a farlo: immaginiamo ci sia qualcuno che desidera ringraziare in particolare…

Parafrasando Paolo Sorrentino alla notte degli Oscar vorrei ringraziare Quentin Tarantino, i Coldplay e Pippo Inzaghi. Scherzi a parte dai! Suonerebbe banale dire mamma e papà ma è comunque indispensabile. Ho già detto quanto contributo abbia dato la filosofia sportiva al mio carattere. Aggiungerei allora un grazie a tutte quelle persone vicine e lontane che mi sono state d’ispirazione ogni giorno, e magari non sanno nemmeno di esserlo stato.

Senta: cosa si sente di poter dire e consigliare a quei ragazzi ai quali piacerebbe buttarsi nello sport o/e -diciamo- nel mondo dello spettacolo?

Sono entrambi mondi complessi, non posso negarlo. Bisogna lavorare tantissimo per affermarsi e si rischia sempre di far crollare questo castello di carte in un secondo. Mi sentirei piuttosto di dare un consiglio ai miei coetanei, indipendentemente dal mondo in cui vogliono buttarsi: viviamo in un momento davvero critico per noi giovani e purtroppo l’assenza di prospettiva è diventata una sconsolante normalità. Credo però fermamente che ci possa essere anche una chiave di lettura diversa di questa situazione. Avendo davvero poche alternative e meno ancora da perdere, può essere questo il momento migliore per rischiare, per mettere in gioco se stessi e inseguire i propri sogni. Sta tutto nei primi passi: prendere coscienza e accettare innanzitutto i propri limiti, porsi una grande visione finale, e darsi allora tanti piccoli obiettivi concretamente raggiungibili nel breve termine, così da avvicinarsi sempre di più alla meta ultima.
Fatto questo, si va! Che altro dire? In bocca al lupo di cuore a tutti!

Gabriele Buttafuoco

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