Lo scontro

Ribolla (Lega): “Limitare il wifi del Comune agli stranieri in stazione”, l’assessore Angeloni: “Richiesta paradossale”

Nell'era del Wifi la polemica corre in Rete. Questa volta a sollevare il polverone è la richiesta dei consiglieri comunali della Lega Nord, Alberto Ribolla e Luisa Pecce che sottoscrivono un'interrogazione scritta alla Presidente del Consiglio comunale di Bergamo, Marzia Marchesi.

Nell’era del Wifi la polemica non può che correre in Rete. Questa volta a sollevare il polverone è la richiesta dei consiglieri comunali della Lega Nord, Alberto Ribolla e Luisa Pecce che sottoscrivono un’interrogazione scritta alla Presidente del Consiglio comunale di Bergamo, Marzia Marchesi.

“Premesso che il servizio wifi del Comune di Bergamo è in continua espansione ed è utilizzato da migliaia di utenti ogni giorno – scrivono Ribolla e Pecce e considerato che tale servizio non ha limiti temporali e neppure quantitativi massimi di dati scaricabili. Per agevolare gli utenti, l’accesso avviene sempre in modo automatico, dopo una prima autenticazione. Considerato inoltre che nella zona della stazione, che è un’area di passaggio, si notano molte persone, principalmente di nazionalità straniera (alcune delle quali dedite allo spaccio ed altre componenti di bande di “bulli”), che bivaccano ed utilizzano il wifi del Comune”.

Ed è qui che i due consiglieri comunali del Carroccio chiedono all’Amministrazione Comunale: “Se non ritenga opportuno limitare temporalmente il servizio wifi del Comune di Bergamo nella zona della stazione che, per la maggior parte delle persone, è un’area di passaggio, al fine di disincentivare il bivacco di persone; se il servizio wifi sia stato affidato tramite gara o tramite altra procedura pubblica”.

LA REPLICA DELL’ASSESSORE ANGELONI

“Gentilissima Presidente,
con una certa perplessità mi accingo a rispondere all’interpellanza dei consiglieri Ribolla e Pecce in merito al servizio BergamoWifi. Perplessità perché la richiesta del Gruppo Lega Nord del Consiglio Comunale mi pare più una provocazione mal riuscita. Cercherò comunque di entrare nel merito con il massimo puntiglio.
Comincio dalla interrogazione che, dagli argomenti e dalla costruzione della stessa interpellanza dei consiglieri, sembra completamente fuori contesto, ovverosia se sia stata eseguita una gara pubblica per l’assegnazione del servizio wifi del Comune di Bergamo.

Il 16 aprile 2015 sono personalmente comparso in Commissione Consiliare e ho relazionato con dovizia di particolari sulla gara di assegnazione del servizio: un bando istruito tra fine 2014 e inizio 2015, aggiudicato alla società che allora si chiamava Selene, parte del gruppo A2A. Selene disponeva di una rete di fibra ottica di proprietà: il contratto sottoscritto con l’Amministrazione comunale ha durata di 34 mesi, con un ribasso da 159 a 154 mila euro e il servizio è stato avviato il 1 maggio 2015, primo giorno di Expo Milano 2015. La stampa cittadina ne ha dato notizia e articoli al riguardo sono ancora disponibili sul web.

Per quello che riguarda la seconda richiesta postami dai Consiglieri Ribolla e Pecce, devo dire che la trovo quantomeno paradossale. Siamo usi alla generalizzata abitudine dei consiglieri della Lega Nord di considerare come un “bivacco” o spacciatori o, in questo caso, anche “bulli” persone che semplicemente sostano in un luogo con il telefono in mano. Al di là delle impressioni della Lega, che non trovano spesso riscontro nella realtà, ma solo in una consolidata tendenza alla discriminazione tra “stranieri” e “non stranieri”, la richiesta di spegnimento o limitazione del wifi solo perché delle persone lo usano è quanto meno ridicola.

Il BergamoWifi nasce proprio perché possa essere utilizzato dalle persone, su un percorso che si estende per quasi 4 milioni di metri quadrati in città. “Internet come diritto” ha affermato anche lo stesso Presidente della Repubblica Mattarella poche settimane or sono. E proprio in questo senso vanno le iniziative atte all’ampliamento e al miglioramento del BergamoWifi in città, ben lontane dalla logica del “connettetevi a casa vostra” che emerge dall’interpellanza firmata dal gruppo consiliare della Lega.

Considero la richiesta di una limitazione in una determinata area della città, solamente perché Ribolla e Pecce trovano spiacevole il fatto che stranieri usino il cellulare e rimangano connessi a una rete wifi (per altro sicura e i cui dati sono monitorati dal Comune di Bergamo), una mera provocazione, illiberale e discriminante come pare essere. Per questo motivo non posso che respingere tale richiesta, rimarcando invece che l’Amministrazione è al lavoro per permettere a un numero sempre crescente di utenti di potersi connettere gratuitamente a uno dei servizi wifi più efficienti tra quelli delle città europee”.

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