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Tra poetica ed epica, a Seriate la mostra di pittura di Vittorio Consonni

“Come dipingerebbe oggi chi volesse essere artista senza aver avuto nessuna contezza del sistema dell’arte, del mercato, della storia? Come evolverebbe il suo lavoro in vent’anni di ‘studio matto e disperatissimo’ (Giacomo Leopardi Lettera al padre, 1818), volutamente isolato dal resto del mondo?”

Con questo interrogativo il critico Marco Meneguzzo introduceva nel 2012 il “caso Consonni”, ossia la specificità dell’arte del pittore Vittorio Consonni, classe 1956, formatosi negli studi di alcuni tra i nomi più significativi del panorama bergamasco del secondo Novecento, Mario Cornali, Calisto Gritti, Cesare Benaglia.

Riservato ed estraneo per sua natura alle ribalte della scena espositiva, Consonni ha condotto, a partire dagli anni Ottanta, una ricerca pittorica ostinata e intimista, volta a esaltare la valenza tattile, sensoriale delle superfici e l’intensità lirica del colore.

A Seriate, nella sala espositiva “Carbonari” del palazzo del municipio, sono in mostra fino al prossimo 5 marzo una trentina di sue opere recenti, grandi tele che si rapportano scenograficamente con i due livelli dello spazio espositivo. Si tratta di lavori per definizione “Senza titolo” che danno conto dell’evoluzione del linguaggio dell’artista: spogliatosi di ogni descrittivismo a favore di composizioni di pura evocazione, Consonni è approdato negli anni a un registro personale di sapore quasi astratto. I suoi quadri si pongono come finestre di “assoluto”, come momenti di liberazione emotiva e allo stesso tempo di riflessione formale.

I toni tenui dell’azzurro, dei rosa, di grigi, intervallati da grumosità di bianchi e di neri e da accensioni di rosso, di ocra, di verde, aprono spazi raccolti di meditazione, tra pause di silenzio e atmosfere piene di ritmo e di vibrazioni emotive. E’ una pittura per gli amanti dell’ars pittorica, se così si può dire, in tempi di totale anarchia delle arti visive.

Insoddisfatto per sua natura di qualsiasi risultato acquisito – nel solco dell’insegnamento del maestro Mario Cornali – Consonni dimostra di sapersi mettere in gioco con fine sensibilità per la materia pittorica e per il buon “mestiere” della pittura. Uno stile maturato con coscienza e “mestiere” il suo, nel solco della tradizione lombarda della pittura di qualità.

La mostra, dal titolo “Tra poetica ed epica”, è aperta nei seguenti orari: da mercoledì a sabato dalle 16.00 alle 19.00; domenica 10.00-12.00; 16.00-19.00.
Il catalogo, in distribuzione gratuita, è curato da Fabio Donarini.

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