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Germania al voto: la discesa in campo di Schulz, un incubo per Angela Merkel

Il nostro Manuel Lieta ci racconta da Berlino la Germania che si prepara ad eleggere - a settembre - il nuovo Cancelliere. Attenzione al candidato SPD, che ha mandato all'aria i programmi della Merkel

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La scorsa settimana abbiamo raccontato i protagonisti del viaggio che porterà la Germania, a settembre, a scegliere il suo nuovo Cancelliere. Stavolta, invece, partendo dall’elezione del nuovo Presidente della Repubblica, accenneremo a un nodo cruciale per capire la politica tedesca.

Il 12 febbraio, attraverso una votazione dell’Assemblea Generale, composta da 1240 membri (tra deputati del Parlamento e deputati regionali: la Germania è uno stato federale, in cui ogni “regione” è stato a sé ed elegge i propri parlamenti locali), la Repubblica Federale Tedesca ha scelto il suo nuovo presidente, Frank-Walter Steinmeier, ex ministro degli Esteri nel governo Merkel ed esponente di punta dell’SPD, forza di Centro-Sinistra. La sua elezione, avvenuta a maggioranza larghissima, è frutto dell’accordo tra la SPD e la CDU di Angela Merkel, che compongono l’attuale coalizione di governo.

Già, le coalizioni: essendo la Germania dotata di un sistema elettorale proporzionale, esse sono necessarie per assicurare la governabilità del Paese. Vengono stabilite successivamente al voto, in base naturalmente al maggiore o minore successo dei singoli partiti alle urne.

Chiaro che, prima delle elezioni, abboccamenti e avvicinamenti più o meno espliciti tra le forze politiche vengano effettuati, ma la partita vera si gioca a voti conteggiati. E qui arriva il bello. Il primo dato: nessuna forza politica farà accordi di governo con la forza populista e antieuro, AfD. Questo punto fermo apre a possibili scenari: una replica della attuale Grosse Koalition tra SPD e CDU (detta anche coalizione rosso-nera, dai colori dei due partiti) è probabile, ma poco appetibile per entrambi gli elettorati, che preferirebbero sancire un cambio di impronta nella politica dei prossimi anni.

Prima della candidatura, per l’SPD, di Martin Schulz, la vittoria di Angela Merkel sembrava quasi scontata, e la possibilità di una nuova coalizione rosso-nera altamente probabile, insidiata semmai, in caso di flop elettorale del centro-sinistra, dalla cosiddetta opzione Jamaika Koalition (o nero-giallo-verde, dai colori dello stato caraibico, formata da CDU, Verdi e FDP, uno storico ma piccolo partito di estrazione liberale, accreditato dai sondaggi di un 6%, in zona-soglia di sbarramento).

L’arrivo di Schulz ha scompaginato tutto: il candidato SPD vola nei sondaggi (11% in più di Merkel) e fa volare anche il suo partito, accreditato oggi di un 30%, così che un’ipotesi di r2g Koalition (rote-rote-grüne, rosso-rosso-verde) formata da SPD, Verdi e Linke, il partito di Sinistra radicale, è tutt’altro che fantascienza, oltre ad essere già realtà, ad esempio, nella città-stato di Berlino. Per questo le prime mosse di Schulz hanno guardato molto a sinistra: allungamento dei tempi di elargizione dell’assegno di disoccupazione e interventi antiprecariato. Dal canto suo, Merkel sta cercando di ricompattare a destra il proprio elettorato, cercando di bloccare l’emorragia verso AfD, con una serie di proposte volte a facilitare il rimpatrio per gli immigrati cui non è stato concesso il diritto d’asilo.

Estensione degli ammortizzatori sociali e nuovo welfare, inclusione ed europeismo da una parte, stretta sull’immigrazione e rigore dall’altra: queste le partite su cui si giocherà la sfida del 24 settembre.

Fuori programma: in Germania c’è molto fermento anti-Trump, e la satira sta picchiando duro contro il neopresidente Usa. Jan Böhnermann, comico molto famoso (anche da noi se ne era parlato perché aveva insultato pesantemente il leader turco Erdogan, che lo aveva denunciato e ne chiedeva l’incarcerazione) è tra i promotori di un sito che sta parodiando lo slogan trumpiano “America First”, invitando le altre nazioni a proporsi come “Second Nation”: questo è lo spassoso video, in inglese, in cui si propone “America first, but Germany second”.

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