Il protocollo
|Sindacati e Confindustria cavalcano la “ripresina”: accordo nel segno della produttività
Organizzazioni sindacali e associazione degli industriali puntano sul miglioramento organizzativo e gestionale nelle imprese bergamasche in una nuova intesa che punta sulla contrattazione e sul giusto equilibrio tra flessiblità e riconoscimenti ai lavoratori.
Maggiore disponibilità alla flessibilità per raggiungere risultati produttivi migliori in cambio di riconoscimenti economici, occupazione e stabilizzazione: è questa in sostanza la finalità ultima del protocollo “per il sostegno ai miglioramenti organizzativi e gestionali nelle imprese industriali della provincia di Bergamo” siglato martedì 21 febbraio tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria.
Un’intesa in continuità con gli ottimi rapporti tra le parti sul territorio bergamasco che ora si vogliono spingere a un livello superiore, nella convinzione che una crescita della produttività possa rappresentare una leva importantissima per lo sviluppo economico di tutta la provincia.
E l’accordo arriva proprio in un momento storico in cui il trend negativo degli ultimi anni sembra essersi veramente invertito: “I dati su occupazione, utilizzo della cassa e produzione diffusi dai nostri associati sono tutti positivi – ha evidenziato il vicepresidente di Confindustria Matteo Zanetti – In questo contesto vogliamo lavorare insieme ai sindacati sulle nostre imprese, anche alla luce delle opportunità offerte dai recenti interventi legislativi che offono grandi opportunità alle aziende”.
La crescita della produttività come obiettivo, da raggiungere tramite una diffusione capillare nelle imprese di “adeguate conoscenze del quadro normativo, legale e contrattuale, favorevole alla flessibilità, al fine di superare abitudini operative desuete, orientando la regolamentazione aziendale all’applicazione sistematica dei maggiori dinamismi consentiti dalla legislazione e contrattazione più recenti”.
Il protocollo si articola attorno a tre punti focali: i rapporti di lavoro, i rapporti sindacali e la premialità.
Per quanto riguarda i rapporti di lavoro la volontà è quella di favorire una gestione flessibile dei tempi di lavoro e dei contenuti delle prestazioni di lavoro; sui rapporti sindacali è stato sottolineato come sia opportuno allinearsi a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e garantire un giusto equilibrio tra impegno aggiuntivo richiesto ai lavoratori e le tutele occupazionali o compensazioni economiche dirette e indirette; la premialità, infine, deve essere correlata ai risultati aziendali, all’impegno richiesto ed espresso dai lavoratori e alla qualità delle prestazioni.
Nessun obbligo per le aziende ma linee di indirizzo per individuare un quadro di riferimento entro il quale inserire la contrattazione: “Un’interpretazione comune delle parti che poi va declinata in ogni singola specificità aziendale – ha precisato il segretario generale della Cisl Bergamo Ferdinando Piccinini – La sfida non è solo il raggiungimento di un risultato economico ma anche il maggiore coinvolgimento dei lavoratori nelle dinamiche aziendali: Bergamo può davvero risultare innovativa in questo percorso”.
Percorso che parte da un’indagine interna condotta da Confindustria in 12 aziende, rappresentative di quelle a gestione familiare, piccole, grandi e multinazionali, in cui si sono palesati problematiche relative alla flessibilità e che saranno le prime a ricevere le indicazioni del protocollo: “Criticità legate a vecchie impostazioni che vanno superate – ha specificato Zanetti – Con il protocollo vogliamo smuovere le acque, evitare che si creino situazioni di muro contro muro e diffondere invece le buone prassi in una logica di scambio e di equilibrio”.
“Consideriamo molto positivo il fatto che il protocollo abbracci anche la tematica dell’alternanza scuola-lavoro – ha aggiunto il segretario generale della Uil Amerigo Cortinovis – Si possono dare così risposte concrete per produttività e valori occupazionali. Si aprono nuovi orizzonti nei rapporti sindacali e nella contrattazione: il tutto si deve concludere con la redistribuzione del reddito ai lavoratori”.
Chiosa il segretario generale della Cgil di Bergamo Giovanni Peracchi: “Siamo di fronte a un processo che riguarderà tutto il sistema produttivo bergamasco e che richiede dunque momenti di confronto sia tra di noi che con i lavoratori, necessari per cogliere le opportunità di crescita”.


