Investe in auto bimba di 8 anni e fugge, rintracciato: “Non me ne sono accorto”
L’uomo, un 40enne di Calolziocorte, di fronte ai carabinieri ha provato a spiegare di non essersi reso conto dell’incidente: è stato denunciato
“Non mi sono fermato perchè non mi sono accorto di nulla”: ha tentato di giustificarsi in questo modo l’uomo che sabato 18 febbraio ha investito una bambina di otto anni a Caprino e ha proseguito la sua corsa. L’investitore è stato rintracciato poco più di 48 ore dopo, nel pomeriggio di lunedì, dai carabinieri del Nucleo radiomobile di Zogno: si tratta di un uomo di 40 anni residente a Calolziocorte.
Fondamentali per l’individuazione dell’autore dell’investimento le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona dove è avvenuto l’incidente, oltre alle testimonianze di chi era di passaggio in quel momento.
L’incidente si è verificato nelle vicinanze della chiesa di Caprino. Il padre della bambina ha accompagnato la piccola a seguire la lezione di catechismo. Una volta scesa dall’auto per raggiungere l’oratorio, la bambina è stata travolta da un’altra vettura, che ha poi proseguito la corsa.
Dopo lo schianto la piccola è caduta ad alcuni metri di distanza, riportando diverse lesioni agli arti inferiori. Dopo l’intervento dell’ambulanza è stata trasportata in codice giallo all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove è tuttora ricoverata: non è in pericolo di vita ma i tempi di guarigione saranno piuttosto lunghi.
L’autore dell’investimento di fronte ai militari ha provato a spiegare di non essersi accorto dell’incidente. È stato denunciato all’autorità giudiziaria e potrebbe essere incriminato per omicidio stradale.
L’avvocato Benedetto Maria Bonomo, membro della Commissione Giuridica dell’Automobile Club di Bergamo, spiega quali sono le conseguenze di chi si dà alla fuga dopo aver causato un incidente stradale con ferito che abbia riportato lesioni gravi o gravissime:
“Con la Legge numero 41 del 23.03.2016 è stato introdotto non solo il reato di omicidio stradale, ma anche quello di lesioni personali stradali. Nello specifico, all’articolo 590 bis c.p. si è previsto che chi cagioni lesioni personali in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno nel caso di lesioni gravi, e da un anno a tre anni per quelle gravissime. Inoltre, se tali lesioni sono state provocate da persona che si è posta alla guida di un veicolo a motore in stato di ebrezza alcolica o di alterazione conseguente all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope la pena è della reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per quelle gravissime.
A questo va aggiunto il rubricato articolo 590 ter codice penale allorquando dopo aver causato la lesione il reo si dà alla fuga; in tal caso la pena è aumentata da un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore ai tre anni di reclusione. Il Codice prevede, in caso di omicidio stradale, l’arresto obbligatorio in flagranza di reato mentre, in caso di lesioni gravi o gravissime, l’arresto facoltativo in flagranza, sempre che il reo non sia sia fermato a prestare soccorso, nel qual caso non è più applicabile. La Legge 41/2016 prevede, altresì, in caso di lesioni stradali gravi o gravissime, la sospensione della patente di guida, e, successivamente, la revoca della stessa per una durata variabile a seconda della gravità del fatto. Quanto detto va puntualmente circostanziato al fatto di specie”.


