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Infinite Porte, lo spettacolo teatrale che fa integrazione: in scena anche i richiedenti asilo - BergamoNews
A ranica

Infinite Porte, lo spettacolo teatrale che fa integrazione: in scena anche i richiedenti asilo

La nostra Sara Mastrorocco, classe 1992, ci racconta lo splendido spettacolo teatrale, organizzato dalla compagnia Isabelle Il Capriolo, che si terrà martedì alle 20.45 all’Auditorium di Ranica

Infinite Porte, come infinite sono le porte che i richiedenti d’asilo devono attraversare per arrivare in Italia, o soltanto per attraversarla e approdare in terre meno ostili.
Cosi si chiama lo spettacolo teatrale, organizzato dalla compagnia Isabelle Il Capriolo, che si terrà stasera alle 20.45 all’Auditorium di Ranica.

Isabelle Il Capriolo nasce dall’incontro tra Sophie Hames, belga, e da sempre abitante del mondo del teatro, e Luciano Togni, musicista, mutato nel corso degli anni in attore.
Da dieci anni la compagnia lavora, e cresce, tramite i loro spettacoli, in tutta Italia, portando sul palco forme diverse di teatro. Quella di stasera si chiama: teatro partecipato.

E’ la stessa Sophie a descriverci il significato di questo tipo di teatro: “Teatro partecipato significa una forma di teatro aperta a tutti, e infatti a recitare saranno venti persone, con storie diverse, e con nazionalità diverse: italiani, svizzeri, nigeriani, pakistani, serbi, chi ha sempre vissuto qui, chi ha ottenuto già lo status di richiedente asilo, e chi ormai ne ha fatto richiesta due anni fa, ma si ritrova ancora in attesa”.

Questo melange di individui è lo stesso che si ritrova ogni giovedì, da ormai un anno e mezzo, allo Spazio Isabelle di Ranica per frequentare il laboratorio teatrale, che la compagnia offre gratuitamente. A parteciparvi, ci sono molti stranieri, europei e non, grazie ai passaparola, grazie a centri d’accoglienza, dove si sparge la voce.

Allo spettacolo di teatro, seguirà l’intervento di Giuseppe Pinto e Ulderico Daniele, che descriveranno quelli che sono i progetti di accoglienza diffusa di richiedenti d’asilo. Entrambi avranno modo di raccontare nella pratica l’esperienza di accoglienza diffusa che avviene nella bassa Val Seriana, dove vengono accolti richiedenti asilo negli appartamenti messi a disposizione. Uno di questi si trova a Ranica, preso in carico dalla Cooperativa il Cantiere, gestita da Giuseppe Pinto.

Sia Il Cantiere, che La comune, l’associazione gestita da Ulderico Daniele, condividono le stesse modalità e gli stessi principi che si applicano all’accoglienza diffusa. Come sostenuto proprio da Ulderico “trattandosi di numeri molto piccoli, a differenza dei grandi centri, c’è una presa d’incarico molto forte, ed un lavoro con il territorio diverso. Avere cinque o sei persone che vanno a vivere in comuni di mille individui fa sì che si creino più occasioni di conoscenza soggettiva, più occasioni per ascoltare storie, desideri, percorsi dei ragazzi rispetto ad averne decine.” L’associazione La Comune ad esempio accoglie ventidue ragazzi, distribuiti su quattro appartamenti, due ad Alzano Lombardo e due a Villa di Serio.

Dal punto di vista finanziario, sia l’associazione La Comune e la cooperativa Il Cantiere ricevono la diretta giornaliera che viene data a tutte le organizzazioni che accolgono richiedenti asilo: anche da questo punto di vista, con questo tipo di progetti, l’autonomia data ai ragazzi è maggiore, consentendo loro di andare a fare la spesa al supermercato, creando occasioni di conoscenza, fondamentali per l’integrazione.

Dopo l’intervento, seguirà un contributo multimediale, il cui titolo ne rivela già lo spessore.

Per dare coraggio è un montaggio audio, che raccoglie diverse testimonianze e risposte date alla grande domanda: cosa ti aspettavi arrivando in Italia?

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