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Centro di aggregazione o pizzeria? Il Tar dà ancora ragione al Comune di Gorle

Il Tar di Brescia si è espresso in via definitiva sul contenzioso legale tra il Comune di Gorle e la cooperativa sociale Isb di Torre Boldone. Il sindaco Testa: "Danni per circa 80mila euro, ci riserviamo un'azione civile"

Centro di aggregazione giovanile o solo pizzeria? Il Tar di Brescia si è espresso in via definitiva sul contenzioso legale tra il Comune di Gorle e la cooperativa sociale Isb di Torre Boldone, che aveva in gestione il bar pizzeria “Lo Squalo” all’interno del centro sportivo comunale.

Il caso era montato nel 2013 quando la Cooperativa Sociale ISB di Torre Boldone ricevette dall’allora sindaco Marco Filisetti la concessione gratuita del locale di proprietà comunale, destinando lo spazio alla funzione di centro di aggregazione giovanile e pizzeria.

L’amministrazione Testa, insediatasi nel maggio 2014, aveva però messo in discussione il servizio svolto dalla cooperativa, imputandole il fatto di non svolgere alcuna attività che avesse fini simili ad un centro di aggregazione giovanile.

La Giunta Comunale, con delibera 282 del 12 dicembre 2014, aveva risolto la convenzione con la ISB per “Grave inadempimento”. Una decisione che la cooperativa aveva poi impugnato davanti al Tar di Brescia, insieme alla successiva ordinanza di sgombero datata 21 gennaio 2015. Un ricorso che venne respinto, con il Tribunale Amministrativo Regionale che diede ragione al Comune di Gorle, riconoscendo la legittimità dei suoi provvedimenti ed evidenziando come non ci fossero attività di aggregazione giovanile.

La Cooperativa ISB, tuttavia, convinta delle proprie ragioni, continuò la battaglia legale presentando ricorso anche al Consiglio di Stato che nel maggio 2015 diede definitivamente ragione al Comune.

La vicenda si era conclusa in via cautelare, ma era ancora pendente sotto il profilo amministrativo. Con la sentenza del 15 febbraio, il Tar ha respinto le domande proposte dalla Cooperativa Isb che aveva impugnato la delibera della Giunta Comunale e l’ordinanza di sgombero conseguente, oltre ad avere richiesto il risarcimento danni. Al contrario, è stata riconosciuta la legittimità dell’operato dell’amministrazione comunale, la quale aveva deciso di revocare per “Grave inadempimento” la convenzione sottoscritta. La cooperativa è stata inoltre condannata al pagamento in favore dell’amministrazione di una cifra pari a 3mila euro oltre oneri di legge.

“Siamo soddisfatti poiché siamo riusciti a restituire un bene immobile al servizio che doveva effettivamente svolgere – commenta il sindaco di Gorle, Giovanni Testa -. Rimane però la consapevolezza che per molto tempo ciò non è accaduto. Ci riserviamo dunque la possibilità di un’azione civile in quanto il Comune di Gorle ha subito danni pari a circa 80mila euro, equivalenti al mancato servizio erogato per i due anni, dal gennaio 2013 al febbraio 2015″.

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