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Pd, Albatro e M5S all’attacco: “Il governo di Seriate e la libertà di rendersi ridicoli”

In una nota alla stampa le tre forze politiche all’opposizione a Seriate attaccano la maggioranza.

“Il consiglio comunale di Seriate convocato per martedì 16 febbraio in seconda seduta avrebbe dovuto completare l’ordine del giorno “saltato” la sera precedente per mancanza di numero legale.

La maggioranza, invece che riconoscere le proprie lacune, ha accusato la minoranza di non comportarsi correttamente, dimenticandosi che è responsabilità di chi governa garantire i numeri
adeguati; compito di chi è minoranza, invece, è usare gli strumenti regolamentari previsti per evidenziare ciò che non va. L’abbiamo fatto, e doverosamente!

Accuse ridicole e dichiarazioni contraddittorie, abbiamo visto di tutto in aula, in primis da parte del sindaco, lunedì disponibile a mediare con le minoranze ma stoppato dal vicesindaco, martedì polemico e allineato alle aspirazioni ritorsive dei gruppi consiliari che lo sostengono. A lui rileviamo che tre ex assessori assenti all’approvazione del bilancio di lunedì non sono aria fritta ma un bel problema politico.

Ancor più grave la falsa ricostruzione dell’antefatto da parte del capogruppo della Lega Panseri: il suo “non mi abbasso a chiedervi di rimanere” di lunedì, è diventato un invito retroattivo a non lasciare l’aula. Al giovane neo segretario del partito di maggioranza relativa facciamo un appello: eviti di dispensare lezioni di politologia ed etimologia tratte da wikipedia e piuttosto si occupi degli equilibri interni al suo gruppo.

A conferma della propria inadeguatezza al ruolo ha completato lo scenario il Presidente del consiglio Volpi, che per sostenere una ripicca politica della maggioranza non ha rispettato il regolamento consentendo una sospensiva in violazione dell’art.53 comma 4. In questo modo si è approvato ciò che era urgente per la Giunta e rinviato tutto il resto a data da destinarsi, interpellanza sulle vaccinazioni comprese.

La frase del capogruppo di Forza Italia Stracuzzi “chi la fa l’aspetti” non è uno schiaffo alle minoranze ma alla cittadinanza tutta. In democrazia esiste anche la libertà di rendersi ridicoli, ciò che non è consentito è rendere ridicole le istituzioni violandone le regole fondamentali e facendone un uso infantile”.

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