Parole O_Stili: nasce una community contro l'odio sul web - BergamoNews
Convegno e manifesto

Parole O_Stili: nasce una community contro l’odio sul web

Tra i protagonisti a Trieste, insieme a Enrico Mentana, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ma anche Bergamonews, o meglio il nuovo progetto per i giovani, BGY. Alla base i dati di un'indagine dell'Osservatorio Giovani dell'Istituto Toniolo.

Tra i protagonisti il sindaco di Bergamo Giorgio Gori (che di comunicazione se ne intende) ma anche Bergamonews, o meglio il nuovo progetto per i giovani, BGY, nella persona di Lucia Cappelluzzo. Dove? Alla due giorni triestina di Parole O_Stili, un progetto collettivo nato per far riflettere sulla non neutralità delle parole e sull’importanza di sceglierle con cura.

Una community trasversale di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti, comunicatori e influencer per contrastare l’ostilità dei linguaggi nei media, in particolare in Rete. Parole O_Stili avrà il suo primo momento di confronto il 17 e 18 febbraio a Trieste quando, durante un evento organizzato assieme alla Regione Friuli Venezia Giulia, sarà presentato un “Manifesto della comunicazione non ostile” scritto a più mani dalla community con l’obiettivo di ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi che si propagano facilmente in Rete.

In particolare, durante la prima giornata di lavori aperta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, la community si confronterà su linguaggi e comportamenti digitali e sottoscriverà il “Manifesto della comunicazione non ostile”.

Durante la seconda giornata, che vedrà la partecipazione di Enrico Mentana, saranno aperti al pubblico nove tavoli tematici (per iscriversi: www.paroleostili.it) su: social media e scritture; giornalismo e mass media; viaggi, sport e divertimento; politica e legge; business e advertising; in nome di Dio; giovani e digitale; bufale e algoritmi; bambini e social media.

Laura Boldrini, Presidente della Camera ha dichiarato: “Ritengo che sia molto utile unire le forze per lanciare una mobilitazione di tutti coloro che sono contrari all’odio in rete. L’hate speech non può rappresentare il prezzo da pagare per essere presenti sullo spazio digitale. Una community contro la violenza sul web fornisce uno strumento in più a disposizione di chi è impegnato a contrastare questo fenomeno ma anche di chi ne è, suo malgrado, vittima.”

L’hate speech, secondo un’indagine dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo sul tema “Diffusione, uso, insidie dei social network” è un argomento molto sentito dai giovani italiani: 7 giovani su 10 (69,9%) l’hanno sperimentato in prima persona e quasi il 90% degli intervistati (89,4%) ne ha un’opinione negativa.

Rosy Russo, ideatrice del progetto, ha commentato: “La Rete sta diventando il luogo privilegiato dell’incitamento all’intolleranza, all’odio, alla diffamazione. Parole O_Stili ha l’ambizione di invertire questo trend diffondendo online il virus positivo dell’inclusione e del rispetto grazie a una community capace di raggiungere quasi 4 milioni di persone su Facebook e 4 milioni su Twitter. Se mettiamo insieme la paura di cadere nelle trappole della rete, di non riuscire a porgere l’altro tweet, di essere in difficoltà ad essere se stessi, di non avere più la voglia di confrontarsi perché c’è sempre un troll dietro l’angolo ecco svelato l’origine di questo movimento di idee. Perché per noi le relazioni hanno il profumo del rispetto”.

leggi anche
  • Parole ostili
    Frenare la violenza sul web: una comunity, un convegno, un manifesto
    parole ostili
  • Con bgy
    Gianni Morandi, il “re” dei social, è il volto dell’iniziativa “Parole Ostili”
    Gianni Morandi
  • I dati
    Parole Ostili: il 58% dei giovani non difende le vittime d’odio sul Web
    odio web
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI

Per favore, disabilita AdBlock per continuare a leggere.

Bergamonews è un quotidiano online gratuito che non riceve finanziamenti pubblici: l’unica fonte di sostegno del nostro lavoro è rappresentata dalle inserzioni pubblicitarie, che ci permettono di esistere e di coprire i costi di gestione e del personale.
Per visualizzare i nostri contenuti, scritti e prodotti da giornalisti a tempo pieno, non chiediamo e non chiederemo mai un pagamento: in cambio, però, vi preghiamo di accettare la presenza dei banner, per consentire a Bergamonews di restare un giornale gratuito.
Vuoi continuare a leggere BergamoNews senza pubblicità? Scopri come su bergamonewsfriends.it