Lizzola, profugo ritrova e consegna il portafogli al contestatore dell'accoglienza - BergamoNews
La storia

Lizzola, profugo ritrova e consegna il portafogli al contestatore dell’accoglienza

Gli attori protagonisti di questa storia sono Mbshir Aiamed, pakistano di 38 anni, e Antonio Semperboni, padre di Walter, già candidato sindaco e attivo contestatore della presenza dei profughi a Lizzola

Ha trovato a terra un portafogli con all’interno soldi e documenti (circa 200 euro) e l’ha subito riconsegnato all’operatore della cooperativa Ruah che gestisce la struttura di Lizzola, in alta Valseriana. Fin qui nulla di strano, se non fosse che gli attori protagonisti di questa storia sono un profugo di 38 anni, Mbshir Aiamed, e Antonio Semperboni, il padre di Walter, già candidato sindaco e attivo contestatore della presenza dei profughi a Lizzola alla quale è stato riconsegnato il portafogli. Ovviamente con tutto il denaro e i documenti.

Il pakistano Mbshr Aiamed non ci ha pensato su due volte e ha riconsegnato il portafogli al responsabile della struttura, Rami: “Si è fatto capire a gesti – ha racconta Rami ad Araberara – perché Aiamed era qui da pochi giorni e viene da una regione del Pakistan dove si parla un dialetto particolare, non parla né italiano, né francese, né inglese”.

L’operatore va dunque a casa di Antonio per restituirgli il portafogli di sua proprietà: “Gli ho chiesto se aveva perso un portafoglio e mi ha detto di sì. Antonio era davvero emozionato. Aveva gli occhi lucidi e mi ha detto che voleva conoscere Aiamed per ringraziarlo“.

Il figlio Walter è poi tornato alla carica su Facebook: “Nessuno a Lizzola è contro i clandestini, tanto meno mio padre o il sottoscritto. Spero sia chiaro come il sottoscritto sia contro quegli albergatori incapaci che con il problema immigrazione e sulla “pelle”di immigrati o presunti tali sta costruendo un business che è molto lontano dalla tanto decantata carità cristiana”.

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