La reazione

Referendum anti-frontalieri in Canton Ticino, Maroni: “No a discriminazioni”

“Il Canton Ticino ha votato per bloccare l’ingresso a decine di migliaia di lavoratori lombardi (LAVORATORI, non immigrati clandestini) che ogni giorno attraversano il confine per lavorare (regolarmente) in Svizzera. L’esito del referendum è chiaro: il popolo sovrano si è espresso, viva la democrazia diretta. Accettiamo l’esito del referendum, naturalmente, ma vigileremo perchè ciò non si traduca in una lesione dei diritti dei nostri concittadini lombardi o (peggio) nella introduzione di discriminazioni o violazioni delle norme che tutelano i nostri lavoratori. A partire da domani (lunedì 26 settembre ndr), dunque, la Regione Lombardia predisporrà le adeguate contromisure per difendere i diritti dei nostri concittadini LAVORATORI”.

Questa la reazione, postata sulla propria pagina Facebook, del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni all’esito del referendum in Canton Ticino, dove ha prevalso il sì: l’obiettivo è quello di una modifica costituzionale che, a parità di curriculum, ritagli una corsia preferenziale per i lavoratori svizzeri del cantone. 

 

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