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Da Maxi a Denis, da Cigarini a Stendardo: la rivoluzione di Sartori è quasi compiuta - BergamoNews
La trasformazione

Da Maxi a Denis, da Cigarini a Stendardo: la rivoluzione di Sartori è quasi compiuta

Il dt arrivato nell'agosto del 2014 in due anni esatti ha smantellato la vecchia guardia. E dopo aver corteggiato Maran senza fortuna, ora sogna di riproporre il modello-Chievo anche a Bergamo con Paloschi e Zukanovic

Ormai si può dire: è l’Atalanta di Giovanni Sartori.

La rivoluzione del dt, arrivato a sorpresa a Bergamo nell’agosto del 2014, è quasi completata al 100%.

Il presidente Antonio Percassi ha scelto di dare le chiavi della squadra in mano a uno dei principali artefici del miracolo Chievo. E gli effetti, a due anni esatti di distanza dall’annuncio del nuovo arrivo (che portò, tra le altre cose, all’inevitabile addio di Pierpaolo Marino), si vedono.

Prima Maxi Moralez, finito in Messico dopo la cessione (poi sfumata a causa dell’opposizione della compagna del Frasquito) all’Al Ittihad, poi German Denis, tornato all’amato Independiente dopo 153 partite e 56 gol in maglia nerazzurra.

In questa calda estate altre due vecchie guardie dello spogliatoio hanno preparato le valigie: Luca Cigarini è di fatto un nuovo giocatore della Sampdoria, venduto per 3.5 milioni, mentre per Guglielmo Stendardo sembra solo questione di giorni, poi il roccioso difensore campano sarà a Pescara alla corte di Massimo Oddo.

Intanto, il mercato dell’Atalanta si è più volte intrecciato con quello del Chievo (o degli ex Chievo): prima la corte serrata a Rolando Maran, tecnico trentino che il dt avrebbe voluto a Bergamo prima di arrivare a Gasperini, poi l’acquisto di Alberto Paloschi, bomber diventato tale proprio con i gialloblù di Sartori.

E adesso Ervin Zukanovic, il difensore bosniaco che proprio l’attuale dt atalantino ha scovato nel campionato belga nel 2014, proprio poche settimane prima di rompere con Campedelli.

Un caso? Secondo noi, no.

Perché quella che sta nascendo è a tutti gli effetti la squadra che Giovanni Sartori aveva in mente da tempo: un Chievo Verona riproposto in una realtà più calda e (almeno sperano i tifosi) ambiziosa. Con il benestare del presidente Percassi.

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