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La crisi

Carona, l’ex vice sindaco: “Abbiamo chiesto chiarezza sui soldi da dare alla Brembo Ski”

Tarcisio Migliorini, ex vicesindaco di Carona spiega cos'è successo e il perché delle dimissioni che hanno fatto cadere la Giunta Bianchi: "Tensioni interne e, soprattutto, forti divergenze sulla questione Brembo Ski".

Carona è dunque commissariato: Andrea Iannotta farà le veci del sindaco dopo che la maggioranza è saltata lo scorso 14 maggio (leggi qui).

Cosa è successo? Un pasticcio legato a tensioni interne alla lista che governava il paese e, soprattutto, forti divergenze sulla questione Brembo Ski.

Divergenze che vengono sottolineate e spiegate dall’ex vicesindaco Tarcisio Migliorini, che riassume in una frase: “Se manca chiarezza sulla situazione della Brembo Ski, perché investire così tanti soldi?”.

Il riferimento è ai 560mila euro previsti per l’aumento di capitale della società di gestione degli impianti di risalita dei Comuni di Foppolo, Carona e Valleve, che vede il piccolo paese dell’alta Valle Brembana tra gli azionisti con una quota partecipativa di circa il 15%. Migliorini, che aveva già abbandonato il suo ruolo di vice di Gianalberto Bianchi, prosegue: “Mi preoccupa dover destinare fondi pubblici a una ditta che, a quanto risulta, non paga i dipendenti da mesi”. Dipendenti che stanno pensando di presentare in Tribunale proprio in questi giorni un’istanza di fallimento nei confronti della società.

A Carona è bufera dopo che nella mattina di sabato 14 maggio sei consiglieri comunali su dieci, tre della maggioranza (Angelo Bagini, lo stesso Migliorini e Giancarlo Pedretti) e tre della minoranza (Mauro Arioli, Giorgio Bianchi e Franco Musati), avevano rassegnato le dimissioni facendo decadere la Giunta e il sindaco Bianchi.

L’amministrazione comunale di Carona era già in bilico dopo che nell’ultima seduta consiliare di sabato 7 maggio il bilancio di previsione non era passato per il voto contrario, oltre che di due componenti della minoranza, anche di tre consiglieri di maggioranza: cinque a cinque il voto finale con tutti i punti relativi al bilancio rimasti sulla carta.

Migliorini e gli altri cinque consiglieri comunali, nella lettera di dimissioni, parlano di “clima di pesante tensione” provocato dalla condotta – a loro dire – troppo autoritaria da parte del sindaco. E denunciano (anche ai carabinieri) “intimidazioni” e “aggressioni verbali” rivolte ad alcuni di loro.

Circa il bilancio, poi: “Ha deciso tutto lui – continua Migliorini -. Prima di investire oltre mezzo milione di euro in una società indebitata e che da mesi non paga lo stipendio ai lavoratori, non sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza e valutare in seguito l’ipotesi di un investimento?”.

La vicenda, tra le altre cose, porterebbe a galla un altro problema: “Come mai – si chiede Migliorini – tre comuni come Carona, Foppolo e Valleve (che insieme non fanno 1000 abitanti, ndr), devono sopportare da soli un fardello così grande? Perché nessuno dei comuni limitrofi, pur godendo dei benefici degli impianti sciistici, ci dà una mano? Spero che Provincia e Comunità Montana prendano al più presto in mano la situazione perché così è difficile andare avanti”.

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