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L'intervento

“La Sacra Spina, credenze pseudo religiose in assenza di valori concreti” fotogallery

L'avvocato Roberto Trussardi, già assessore a Bergamo per Rifondazione comunista, originario di San Giovanni Bianco, ateo, dice la sua con molto scetticismo sulla "fioritura" della Sacra spina.

L’avvocato Roberto Trussardi, già assessore a Bergamo per Rifondazione comunista, originario di San Giovanni Bianco, ateo, dice la sua con molto scetticismo sulla fioritura della Sacra Spina.

Gentile direttrice,

sui quotidiani locali di questi giorni si legge una curiosa quanto insistente notizia: la Sacra Spina conservata a san Giovanni Bianco sarebbe “fiorita” cioè alcuni rigonfiamenti già presenti sul “fusto” avrebbero variato di aspetto durante le festività pasquali. Tale miracolo o “segno” (così prudentemente definito dal vescovo) si manifesterebbe quando il venerdì santo coincide con il 25 marzo. La precedente fioritura risale al 1932, la futura è prevista nel 2150.

Il quotidiano locale di proprietà della diocesi spara la notizia in prima pagina e vi dedica ampi servizi nelle pagine interne.

Molta gente si è recata in paese e per i commercianti locali il miracolo è già assodato. Io, che pure sono intriso di “spinacite” essendo nato a San Giovanni Bianco, non so se sorridere o rattristarmi di fronte a tale pseudo notizia.

Premetto che non è mia intenzione mancare di rispetto ad alcuno e sono ben conscio che non sarà il “miracolo” a convertire gli atei né il ragionamento di questi ultimi a liberare le menti dei credenti, ma siccome leggo molti articoli di tenore miracolista e nulla in senso opposto mi sento in dovere di fare qualche considerazione.

Tralascio la lunga storia della spina, di specie botanica non ben accertata, ma probabilmente compatibile con l’area del Mediterraneo orientale, ricordando solo due fatti di sangue che l’hanno contrassegnata: la cruenta battaglia di Fornovo, quando un malfattore ricercato dai birri di Venezia la sottrasse ai francesi e il furto del 1598 quando un tale Archaini la rubò per venderne la teca d’oro. Il povero Archaini, come dichiarò sotto tortura, non mangiava da tre giorni e pensò di risolvere il problema con il furto. Arrestato fu giudicato dal tribunale del maleficio di Bergamo che sentenziò: “che sia tirato a coda di cavallo sino a porta S. Lorenzo dove gli sia tagliata la mano più valida… con la quale attaccata al collo sia condotto al loco solito di giustizia dove… sia appiccato per la gola sicché mora e dopo il suo cadavere sia diviso in quattro parti da essere attaccate nei luoghi soliti…” Insomma i preti e i loro tribunali facevano invidia al moderno califfato islamico.

Ciò ricordato veniamo a noi. I giornali non precisano:

1) se nella commissione nominata dal vescovo ci sono non credenti

2) se esiste un verbale con foto e filmato del giorno precedente il “miracolo”. Se sì perché le immagini non vengono pubblicate on line?

3) se esiste un verbale con foto e filmato del post miracolo, anch’esse da pubblicare

4) chi ha esercitato la custodia nella notte del presunto evento

5) se i rigonfiamenti descritti nel 1932 sono ancora presenti

6) se il rigonfiamento descritto possa essere o non possa essere imputabile alle riparazioni del 1861. Non tutti infatti sanno che in quell’anno il reliquiario cadde e la spina si spezzò in due. Fu riparata con “suggello di cera di Spagna” di colore, guarda caso, rosso. Non solo: nel 1889 si ruppe di nuovo e ancora una volta fu incollata con l’equivalente d’epoca del super attak.

Non si capisce, inoltre, per quale ragione il miracolo dovrebbe essere così modesto. Una piccola variazione del già noto rigonfiamento nel 2016 quando il vescovo Emo (1611-1622) disse che aveva colto dei fiorellini (che si portò via) sulla spina. Forse, azzardo, è modesto perché condiviso con tante altre località che conservano analoghe spine (Andria, Bari, Umbriatico, Venezia, Barcellona etc) tanto che più che come corona dovevano aver posto in capo a Gesù l’equivalente di un ettaro di roveto.

Non mi stupisco della credulità popolare, indotta anche da nefasti programmi TV sui miracoli, dato che l’aria spira in senso pre illuministico, specie sull’altra sponda del Mediterraneo. Insomma, siamo destinati a convivere per un bel pezzo con sacre spine, santi prepuzi, apparizioni e chi più ne ha più ne metta.

Se poi il miracolo ha delle potenzialità economiche la sua fama verrà abilmente dispensata, se non le ha sarà dimenticato o quasi in pochi giorni.

In realtà viviamo in una società ampiamente scristianizzata nella quale però, nell’assenza di altri valori concreti, prolificano insane credenze pseudo religiose ben coltivate dal clero. “Non ti farai altri idoli…” recita esodo 20,2-17, ma a San Giovanni Bianco e in tanti altri luoghi sembrano pensarla diversamente.

Roberto Trussardi

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