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Crespi, i residenti scrivono al ministro Franceschini: "No all'invasione delle auto" - BergamoNews
C'è chi dice no

Crespi, i residenti scrivono al ministro Franceschini: “No all’invasione delle auto”

Una battaglia serrata, a colpi di petizioni e raccolte firme. Non si placa il ping-pong dialettico tra i residenti di Crespi d'Adda in merito al progetto di riqualificazione dell'ex fabbrica. Questa volta il comitato No Parking fa direttamente appello al Ministro Franceschini.

Una battaglia serrata, a colpi di petizioni e raccolte firme. Non si placa il ping-pong dialettico tra i residenti di Crespi d’Adda in merito al progetto di riqualificazione dell’ex fabbrica.

La scorsa settimana un gruppo di residenti aveva consegnato agli enti e alla stampa una sottoscrizione di 150 firme per spingere l’Amministrazione Comunale di Capriate San Gervasio ad un accordo con il Gruppo Percassi; ora è la volta di chi si oppone, ovvero del “Comitato No Parking”, espressione di quella fetta di popolazione che non vede di buon occhio il progetto della società Odissea e la costruzione del parcheggio da 400 posti auto nell’area boscata ex orti.

Nessuna lettera è stata recapitata al sindaco di Capriate San Gervasio, ne tantomeno alla Regione o alla Provincia. Questa volta si fa direttamente appello al ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini: la petizione è stata lanciata online sul sito change.org alle 23 di giovedì 17 marzo ed in poche ore è stata firmata da oltre 100 persone.

Riportiamo qui il testo integrale della lettera:

“Egregio Sig. Ministro,

come lei ricorderà a seguito della sua recente visita, Crespi D’Adda è un villaggio operaio di fine ‘800 unico nel suo genere in Italia ed in Europa dichiarato dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità nel 1995; un luogo in cui la storia è ancora leggibile nel tessuto urbano e nei suoi edifici ed in cui l’ambiente circostante ha mantenuto una straordinaria unicità derivante da vaste aree boschive che si snodano lungo il fiume Adda e nell’Ecomuseo di Leonardo.

La fabbrica, splendido esempio di archeologia industriale che giaceva abbandonata da 10 anni, è stata acquisita da un importante gruppo imprenditoriale ed oggetto di un piano di riconversione e rilancio. Parte integrante di questo progetto sarebbe  costituito dall’abbattimento di una preziosa  area boschiva protetta per lasciare spazio ad un parcheggio di almeno 500 posti auto; il conseguente afflusso previsto di 2000 auto al giorno che attraverseranno il villaggio sarebbe devastante per il delicato equilibrio storico, viabilistico ed ambientale del sito.

Noi ci opponiamo a questo parcheggio posto nel cuore del villaggio consapevoli che esistono già altre soluzioni eco-sostenibili che soddisferebbero contestualmente sia le necessità di afflusso alla fabbrica che la salvaguardia del luogo. Chiediamo a Lei ed al Suo Ministero di aiutarci affinché queste alternative vengano seriamente vagliate ed attuate in linea con le più evolute soluzioni di mobilità sostenibile”.

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