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La denuncia

Io praticante avvocato schiavo e maltrattato: intervenga l’Ordine

L'inchiesta di Bergamonews sulla crisi degli avvocati, che ha fatto emergere in particolare le difficoltà dei più giovani che si avvicinano a questa professione, si arricchisce di un nuovo grido d'allarme, di più, di una vera e propria denuncia di sfruttamento di un praticante a Bergamo

L’inchiesta di Bergamonews sulla crisi degli avvocati, che ha fatto emergere in particolare le difficoltà dei più giovani che si avvicinano a questa professione, si arricchisce di un nuovo grido d’allarme, di più, di una vera e propria denuncia di sfruttamento di un praticante a Bergamo. Ecco la lettera inviata al presidente dell’Ordine.

Ill.mo Sig. Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bergamo,

da un anno sono iscritto nel Registro Speciale dei Praticanti di Bergamo.
Già in passato si è preso carico dei problemi di noi praticanti avvocati, ma mi creda, ad oggi, la situazione è veramente drammatica. Siamo solo degli SCHIAVI, MALTRATTATI E NON RISPETTATI. Le descrivo brevemente e schematicamente la mia situazione:

1) Lavoro circa 10 ore al giorno.

2) Non percepisco nulla; nemmeno un rimborso spese per il trasporto.

3) Devo costantemente lottare per ottenere il rimborso delle spese sostenute per lo studio.

4) Sono costretto, dopo un anno di pratica, a dedicare la maggior parte del mio tempo nei vari Tribunali, per far fotocopie, depositi e chiedere sostituzioni d’udienza ad altri avvocati.

5) Passo ore in posta.

6) Atti da scrivere: quasi nulla se non piccole lettere o nomine.

7) Devo pregare per avere un posto “comodo” dove sedermi.

8) Devo portare penne e computer da casa.

9) Non mi viene insegnato nulla: tutto ciò che imparo avviene in piena autonomia.

Signor Presidente, mi perdoni, ma l’Ordine come può permettere una cosa simile; come può Lei rappresentare questo scempio? Ho fatto io la scelta sbagliata?

COSA FA L’ORDINE PER NOI PRATICANTI, oltre che a percepire la quota di iscrizione?  Perchè non fate nulla? Come giustifica una simile assenza e indifferenza?

SONO INDIGNATO. FORSE è ORA DI CAMBIARE QUALCOSA, LEI PUò FARLO.

Rendo pubblico questa orrenda realtà, affinché tutti possano venirne a conoscenza.

Un praticante
(Non posso far altro che mantenere l’anonimato)

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