Materiale pirotecnico senza porto d'armi: Bocia allontanato per tre anni da Ascoli - BergamoNews
Il capo ultrà

Materiale pirotecnico senza porto d’armi: Bocia allontanato per tre anni da Ascoli

Nuova tegola per il leader della tifoseria nerazzurra dopo alcuni acquisti "senza permesso" effettuati nel Piceno

Nuova tegola per Claudio Galimberti. Il leader della Curva atalantina, meglio conosciuto come Bocia, è stato infatti colpito da un “divieto di rientro” nella provincia di Ascoli della durata di tre anni.

Il motivo non ha nulla a che fare con la squadra dell’Ascoli Picchio o lo stadio Del Duca, ma è legato ad alcuni acquisti “senza permesso” effettuati nel Piceno. Poche settimane fa, infatti, Galimberti si trovava in centro ad Ascoli con alcuni amici, pare anch’essi legati alla curva Nord bergamasca.

Una pattuglia della polizia ha fermato la loro vettura a pochi metri da piazza Arringo e dai controlli è emerso che trasportavano materiale pirotecnico professionale destinato esclusivamente all’uso da parte di titolari di porto d’armi. In mancanza di questo requisito Galimberti è stato segnalato dagli agenti e, successivamente, fatto oggetto della restrizione.

Il provvedimento è scattato per il possesso dei fuochi in relazione, però, alla particolare condizione in cui si trova Galimberti, pluripregiudicato e ripetutamente colpito da divieti di accedere alle manifestazioni sportive (Daspo).

Galimberti, a quanto pare, era passato ad Ascoli per incontrare alcuni esponenti della tifoseria bianconera con cui sta collaborando da tempo per proporre, in accordo con altre realtà di tutta Italia, la modifica dell’articolo 9 della legge Amato: una norma che permette il divieto di vendita di biglietti, tessere e abbonamenti a soggetti che abbiano ricevuto un Daspo, anche con sentenza non definitiva.

Nel frattempo, proprio in queste ore, è previsto il verdetto dei tre giudici, Ilaria Sanesi, Vito di Vita e Federica Gaudino, chiamati a decidere sulla richiesta del pubblico ministero Laura Cocucci di tre anni di sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno a Bergamo.

La richiesta è stata avanzata dalla questura di Bergamo, dopo un primo avviso verbale del questore nel giugno scorso e due denunce in un mese: la prima a settembre per aver minacciato il capo della Digos Giovanni Di Biase nel corso di una manifestazione in via Noli; la seconda a ottobre per aver picchiato un ragazzo che lo aveva rimproverato dopo averlo scoperto scrivere su un muro “Digos infami”.

leggi anche
  • Il capo ultrà
    Da Mastrovito a Sandri sostegno al Bocia, che rischia la sorveglianza speciale
    La presentazione dell'Atalanta dalla Curva Nord
  • Il provvedimento
    Tentò di entrare allo stadio con una testa di maiale: Daspo di 5 anni al Bocia
    Il Bocia Claudio Galimberti
  • La lettera
    Il Bocia a Londra alla partita Accompagnato dalla Digos Fatto che m’indigna
    Generico
  • Bergamo
    Centinaia in corteo per il Bocia, solidarietà e protesta
    Bocia
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI

Per favore, disabilita AdBlock per continuare a leggere.

Bergamonews è un quotidiano online gratuito che non riceve finanziamenti pubblici: l’unica fonte di sostegno del nostro lavoro è rappresentata dalle inserzioni pubblicitarie, che ci permettono di esistere e di coprire i costi di gestione e del personale.
Per visualizzare i nostri contenuti, scritti e prodotti da giornalisti a tempo pieno, non chiediamo e non chiederemo mai un pagamento: in cambio, però, vi preghiamo di accettare la presenza dei banner, per consentire a Bergamonews di restare un giornale gratuito.
Vuoi continuare a leggere BergamoNews senza pubblicità? Scopri come su bergamonewsfriends.it