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Velocità, musica e illusione: la formula magica di Erix Logan e Sara Maya - BergamoNews
La recensione

Velocità, musica e illusione: la formula magica di Erix Logan e Sara Maya

Al teatro Creberg “The magic of Erix Logan featuring Sara Maya”: lo show del celebre illusionista bresciano - per la regia di Maurizio Colombi - punta tutto su velocità, ritmo e illusione; cercando di far breccia nel cuore delle generazioni più giovani.

Siamo circondati dalla magia: in fondo, basta solo guardarsi attorno. Erix Logan, che nella sua carriera ha conquistato per ben tre volte il Mandrake D’Or Award, sorta di premio Oscar per illusionisti – David Copperfield, tanto per fare un nome, è fermo a quota due -, questo lo sa bene: «Cos’è che m’ispira? Il sogno, il cinema, l’arte, il ricordo e la realtà che mi circonda», racconta durante lo spettacolo.
In “The magic of Erix Logan”, effettivamente, tutto questo trova conferma: L’artista ruba dalla realtà proprio per dare alla magia. Quasi un paradosso, ma che un paradosso non è: in questo senso, tutto lo spettacolo è un mix di realtà ed illusione, dove l’attesa e lo stupore della magia vengono completati da altre componenti: quella del ballo, del ritmo, del canto. Quest’ultima monopolizzata dalla forte presenza scenica di Sara Maya – compagna di Logan sul palco e nella vita – che vediamo ora “teletrasporsi”, ora restare infilzata sulla punta di un enorme paio di forbici e attraversare il torace dell’artista come fosse uno specchio d’acqua.

Erix Logan

A proposito di forbici, impressiona il “Forfex”: marchingegno dall’estetica surreale – e non poteva essere altrimenti, visto che l’idea all’autore è giunta proprio in sogno – che il pubblico del Creberg ha avuto l’occasione di “provare” in anteprima. Una sorta di baule posto su un carrello e infilzato da una schiera di braccia meccaniche a forma di forbice. Con tanto di ragazza al suo interno, ovviamente (o chissà dove. Del resto, noi, i trucchi, mica li conosciamo…).

Uno spettacolo che punta tutto su velocità, ritmo e illusione; pensato soprattutto per le nuove generazioni. A tal proposito, non stupiscono le scelta di figure “musicali” – passate il termine – prettamente giovanili: vedi il beatbox e il freestyler che riempiono a suon di basi e rime rap gli intermezzi che separono un numero dall’altro; ma anche l’utilizzo di codici e linguaggi tipici del mondo dei social network. Uno spettacolo che, soprattutto, dedica ampio spazio all’interazione con il pubblico.

«Perché la vera magia – afferma la voce fuori campo del regista Maurizio Colombi – spesso può esser quella di un semplice applauso».

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