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Uccise un rom in un camper a Calcio: condannato a 18 anni - BergamoNews
La sentenza

Uccise un rom in un camper a Calcio: condannato a 18 anni fotogallery

È stato condannato a 18 anni e 4 mesi di carcere, 16 per l’omicidio e 2 anni e 4 mesi per la droga, Roberto Costelli, il 40enne di Calcio, processato in abbreviato per l’omicidio volontario pluriaggravato di Roberto Pantic, il rom di origine croata ma nato in Italia – padre di dieci figli – ucciso con un colpo di pistola mentre dormiva nel suo camper nella campagna di Calcio il 21 febbraio 2015.

Costelli quella notte, dopo aver lasciato una festa di Carnevale in un locale di Calcio per la quale si era travestito da cardinale, aprì il fuoco della sua pistola Taurus 357 facendo esplodere sette colpi contro due camper posteggiati lungo una strada di campagna che porta alla località Ponte Gobbo a Calcio.

In uno dei due camper dormiva Pantic con la moglie e i dieci figli. Sei proiettili avevano raggiunto il camper più grande, quello in cui c’erano i bambini, fortunatamente senza provocare feriti, mentre un colpo diretto sul mezzo più piccolo aveva colpito alla testa il capofamiglia uccidendolo.

Costelli di fronte agli inquirenti aveva ammesso di aver sparato solo per intimidire e spaventare i rom, sentendosi provocato da fatto che i nomadi sporcavano con i loro rifiuti la campagna della Bassa.

Non aveva nessuna intenzione di uccidere, secondo la sua deposizione.

Ma il pubblico ministero Carmen Pugliese, che ha condotto le indagini, aveva contestato a Costelli le aggravanti della discriminazione razziale e dei futili motivi.

Nel corso del processo non sono mancati scontri tra la pubblica accusa e la difesa sulle perizie balistiche.

In tribunale si erano presentati anche i familiari della vittima, la moglie di Pantic e due figli, come persone offese e non come parte civile: il legale di Costelli aveva già trovato un accordo tra le parti sul risarcimento economico.

La decisione del gup Raffaella Mascarino è arrivata nella mattinata di venerdì 18 dicembre. Il giudice ha tolto l’aggravante dell’odio razziale ma ha riconosciuto quella dei futili motivi.

Una pena inferiore rispetto alla richiesta avanzata dal pubblico ministero Carmen Pugliese, che aveva chiesto 34 anni complessivi.

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