"Stretti, sotto la pioggia e senza parcheggio: noi, disabili dimenticati dall'Atalanta" - BergamoNews
La lettera

“Stretti, sotto la pioggia e senza parcheggio: noi, disabili dimenticati dall’Atalanta”

La lettera di un tifoso atalantino diversamente abile che si è rivolto alla nostra redazione dopo aver cercato di contattare, senza successo, la società

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un tifoso atalantino diversamente abile che si è rivolto alla nostra redazione dopo aver cercato di contattare, senza successo, la società Atalanta già dopo la prima di campionato nel “nuovo” Comunale. Il motivo? I nuovi posti riservati ai disabili: “Sono un’offesa alla nostra dignità”.

 

Buongiorno, chi vi scrive sono sempre le persone con disabilità che tutte le domeniche vengono all’Atalanta. Per farvi presente i problemi che ancora ci sono, se non addirittura duplicati:

– quando piove pur avendo messo la tettoia, ci si bagna ancora alla grande, perciò la tettoia dovrebbe essere più lunga;

– col vetro davanti cosi alto le persone basse di statura non vedono nulla, per questo chiederemmo gentilmente se non fosse possibile abbassarlo di almeno 20 cm;

– siamo stretti come sardine, così tanto da non poter muovere quasi nessun muscolo. E se qualcuno arriva leggermente più tardi (sempre comunque prima dell’inizio della partita) si trova tutti gli spazzi occupati e si deve mettere dietro, non vedendo nulla;

– gli accompagnatori non hanno un posto in cui sedersi, perciò devono stare in piedi due ore;

– il parcheggio che ci avevato promesso dietro il Baretto non c’è, perciò ci fate parcheggiare lungo il viale con grossi problemi per chi deve far scendere la pedana per far salire il disabile: se dietro c’è una macchina come fa?

Ci sarebbero poi tante altre cose che non stiamo qui ad elencare.

Con il restauro dello stadio ci è stato cambiato il posto ma i problemi, quelli ci sono sempre, sia da una parte che dall’altra. Ci sentiamo trattati sempre diversamente dagli altri, e questa per noi è un’offesa alla dignità.

Chiediamo un incontro, magari con qualche dirigente, per poter scambiare due chiacchiere e poter risolvere la questione.

Lettera firmata

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