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Prosa, Donizetti e Moroni Ghisalberti: autunno d'oro per la cultura a Bergamo - BergamoNews
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Prosa, Donizetti e Moroni Ghisalberti: autunno d’oro per la cultura a Bergamo

Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, non nasconde la soddisfazione per il ruolo che la città sta rivestendo a livello nazionale con tre prime nazionali: il debutto di “Due donne che ballano” del Teatro Carcano, la prima di Anna Bolena al Teatro Donizetti e il 3 dicembre l'arrivo de “Il Sarto” di Giovan Battista Moroni dalla National Gallery all'Accademia Carrara.

In dieci giorni Bergamo sale alla ribalta nazionale per appuntamenti culturali di primo piano. Inutile sottolineare la soddisfazione di Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo.

“Sì, sono dieci giorni stratosferici in cui abbiamo l’attenzione nazionale su tre appuntamenti di grande rilievo su fronti diversi – afferma l’assessore Ghisalberti –. Abbiamo il debutto nazionale di una produzione del Teatro Carcano al Sociale in Città Alta che vede confrontarsi due attrici formidabili, come Maria Paiato e Arianna Scommegna, per la prima volta insieme in una prova straordinaria. Un lavoro emozionante, duro e commovente. La solitudine di due donne apparentemente aggressive perché fragili e ferite nei sentimenti più intimi. Un testo forte del drammaturgo contemporaneo Benet nella giornata che ricorda quanta violenza ci sia ancora contro le donne, spesso in famiglia”. (Leggi qui la recensione) 

 

 

L’emozione non si placa: venerdì c’è la prima di Anna Bolena di Gaetano Donizetti, in un allestimento della Welsh National Opera di Cardiff, con la regia di Alessandro Talevi – premiato con quattro stelle da The Guardian – diretta dal maestro Corrado Rovaris ala guida dei Virtuosi Italiani. L’opera sarà eseguita secondo l’edizione critica della partitura curata dal direttore scientifico della Fondazione Donizetti, Paolo Fabbri, appena edita da Ricordi per l’Edizione Nazionale donizettiana.

 

 

“Alla musica, di solito, non si addice il linguaggio iperbolico – sottolinea Ghisalberti – ma nel caso dell’Anna Bolena, e della “nostra” in particolar modo, possiamo usare apertamente e con orgolgio sia il superlativo sia le lettere maiuscole. Perché Anna Bolena è un capolavoro di Donizetti, è rilevante lo sforzo produttivo della nostra Fondazione che ne ha curato l’edizione critica, è efficacissima dimostrazione di come Donizetti, icona culturale bergamasca.; possa essere ancora oggi, in quanto classico, un momento importante di drammaturgia, di identità collettiva, di civiltà. Quello che vedremo in scena nei prossimi giorni è inoltre uno spettacolo che contribuirà in misura rilevante a proiettare Bergamo nel novero della città capitali dell’opera, per un rinnovato ruolo turistico legato al teatro d’opera”.

 

 

Infine Ghisalberti cita poi l’appuntamento del 3 dicembre quando arriverà “Il Sarto” di Giovan Battista Moroni dalla National Gallery alla Carrara. “Credo che siano tre appuntamenti che dimostrino l’inizio di un impegno nuovo sulla cultura, in particolar modo l’obiettivo di coinvolgere un pubblico nuovo e giovane”.

 

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