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Lotta alla prostituzione Maxi operazione a Prato: denunce anche a Bergamo

Maxi operazione anti-prostituzione della Guardia di Finanza di Prato: tra le 38 persone denunciate per sfruttamento e favoreggiamento anche alcuni residenti nella Bergamasca.

Maxi operazione contro la prostituzione dalla Guardia di Finanza di Prato, con 60 decreti di perquisizione locale eseguiti, 38 persone denunciate, 8 immobili sequestrati e 300 militari impiegati.

Un’operazione di polizia giudiziaria imponente, denominata “Piazza Pulita”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Prato a constrasto del diffuso e triste fenomeno della prostituzione nell’ambito della cittadina toscana: ma le Fiamme Gialle pratesi hanno sconfinato anche oltre la propria provincia di competenza, raggiungendo cittadini italiani ed extracomunitari residenti a Firenze, Pistoia, Lucca, Arezzo, Livorno, Pisa, Milano, Monza, Bergamo, Rovigo, La Spezia, Roma e Palermo, tutti denunciati per i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Tra le persone denunciate anche un titolare di un money transfer segnalato anche per il reato di riciclaggio in quanto aveva consentito ad alcune prostitute di trasferire somme di denaro all’estero oltre i limiti previsti tramite documenti d’identità fasulli.

L’operazione ha trovato il suo epilogo nella giornata di martedì 24 novembre ma era iniziata nel marzo 2015, su delega dei sostituti procuratori della Repubblica Antonio Sangermano e Laura Canovai, dietro coordinamento del procuratore capo della Repubblica di Prato Giuseppe Nicolosi: i finanzieri hanno condotto preliminari attività di osservazione, controlli, attività tecniche di intercettazioni telefoniche nonché sommarie informazioni testimoniali di clienti, finalizzate alla completa identificazione dei gestori del racket.

All’interno delle 8 abitazioni sequestrate, tutte nei pressi di piazza Mercatale a Prato, avvenivano incontri tra clienti e prostitute nella piena consapevolezza dei proprietari.

L’operazione continua ora con gli accertamenti di polizia giudiziaria ma anche di polizia tributaria per valutare la possibile contestazione dei proventi derivanti dalla consistente attività illecita nella conduzione della quale, peraltro, molti degli immobili individuati nel corso delle indagini sono stati locali a soggetti prestanome.