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La solidarietà silenziosa dei bergamaschi per Parigi: fiori fuori dal Comune

Un lenzuolo fuori dal Comune sul quale è stata disegnata una Tour Eiffel stilizzata e sono stati posati fiori e candele: è la solidarietà al popolo francese da parte dei bergamaschi che guardano, ricordano e pregano in silenzio.

“Mamma, cosa vuol dire?”: è con la domanda innocente di un bambino che stringe tra le mani un palloncino bianco e nella difficoltà di una madre nel rispondere che si potrebbe riassumere il sentimento dei bergamaschi di fronte alla tragedia che ha sconvolto Parigi nella serata di venerdì 13 novembre.

Fuori da Palazzo Frizzoni, sul quale dominano l’enorme scritta “Pace” accompagnata dalla Colomba di Picasso e la bandiera francese a mezz’asta, è stato lasciato un lenzuolo bianco sul quale è stata disegnata una Tour Eiffel stilizzata: su di esso i passanti hanno lasciato fiori mentre un gruppo di studenti francesi ha portato delle candele, disposte in modo da formare la scritta “Paris”.

Nella mattinata di domenica 15 novembre sono stati tantissimi i bergamaschi che, passeggiando per le vie del centro, si sono soffermati un attimo in piazza Matteotti, di fronte a questi simboli di solidarietà nei confronti del popolo francese: una piccola pausa, fugace, nella maggior parte dei casi silenziosa.

Non c’è alcun bisogno di aggiungere parole o commentare quanto accaduto: basta uno sguardo alla Tour Eiffel disegnata sul lenzuolo per riportare alla mente quei drammatici attimi seguiti col fiato sospeso in tv. Basta un segno della croce per congedarsi e riprendere a camminare.

Pochi commenti bisbigliati, una forma di rispetto per le vittime degli attacchi terroristici che hanno sconvolto ancora una volta la capitale francese a distanza di 10 mesi dall’assalto alla redazione di Charlie Hebdo.

A rompere il silenzio sono solo i bambini con la loro curiosità. I più grandi tra loro forse non capiscono ma già sanno cosa è accaduto e chiedono solo conferma ai genitori: “E’ per Parigi, vero?”. I più piccoli, invece, sono attratti soprattutto dalle candele ma non rinunciano a chiedere spiegazioni che mamma e papà si sforzano comunque di dare nonostante qualche tentennamento: “Sono tante preghiere per chi non c’è più”.