La replica

Squadra di soli stranieri “Discriminati gli sportivi di Foresto Sparso”

Un gruppo di cittadini di Foresto Sparso ha voluto dire la propria in una lunga lettera sulla questione della locale squadra di calcio, formata esclusivamente da calciatori africani, che milita nel campionato di Terza categoria: “Integrazione significa formare una squadra di italiani e stranieri oppure una squadra di soli stranieri, escludendo chiunque altro?”.

Un gruppo di cittadini di Foresto Sparso ha voluto dire la propria in una lunga lettera sulla questione della locale squadra di calcio, formata esclusivamente da calciatori africani, che milita nel campionato di Terza categoria: una replica ad alcuni articoli usciti sui quotidiani locali (tra i quali anche Bergamonews) e nazionali che, a loro avviso, descrivevano un situazione lontana dalla realtà.

Ecco il loro pensiero:

"Siamo un gruppo di cittadini di Foresto Sparso e vorremmo replicare ad alcuni articoli di giornale, apparsi nelle ultime settimane su quotidiani locali e nazionali, smentendo molte notizie inesatte riguardo alla squadra di calcio formata da soli giocatori di colore, che disputa il campionato di terza categoria provinciale, sul campo comunale del nostro paese. Vorremmo fare chiarezza su come si è giunti alla formazione di questa squadra di calcio.

Da molti anni a Foresto ci sono due Polisportive: una si chiama “Polisportiva Foresto Sparso A.s.d.” e l’altra è quella dell’Oratorio, l’A.s.d. Oratorio San Marco, che da sempre è il punto di riferimento per le famiglie, che desiderano avviare i propri figli allo sport. Quest’anno la Polisportiva Foresto Sparso A.s.d. aveva in scadenza la Convenzione del campo del paese con il Comune ed ha deciso di fondersi con la Società del Sarnico Calcio e di spostarsi nel paese lacustre, per disputare allenamenti e partite di campionato. La fusione tra le due Società è andata a buon fine, mentre lo spostamento sul campo di Sarnico non ha potuto avvenire, a causa di problemi, sui quali non è stata fatta chiarezza e, quindi, allenamenti e partite si giocheranno ancora a Foresto.

In ogni caso la scelta della Polisportiva Foresto Sparso A.s.d. di trasferirsi a Sarnico denota un disinteresse verso il paese e non un tentativo di salvare il calcio a Foresto, come sostenuto sui giornali. La stessa Polisportiva si è ritrovata in una situazione di grande difficoltà ed il suo Presidente, Gianbattista Gregori, ha dovuto affidare la prima squadra di calcio ad un allenatore di colore, che ha voluto carta bianca ed ha portato a giocare a Foresto giocatori non del paese, formando una rosa di giocatori solamente di colore.

Questa situazione, dipinta come integrazione, in realtà è una sostituzione della squadra locale ed il Presidente, che sostiene di rappresentare il suo paese attraverso la Polisportiva, dovrebbe avere almeno il buon senso di evitare certe uscite poco attinenti alla realtà. In particolare vorremmo smentire le notizie che parlavano di una squadra di colore, allestita informando preventivamente la cittadinanza e col consenso della maggioranza della popolazione: nessuno sapeva nulla (a parte i Dirigenti della Società sportiva) e la stragrande maggioranza degli abitanti di Foresto è assolutamente contraria ad avere una squadra composta solamente da giocatori non del paese.

Lo stesso Sindaco Duci, che ha inviato una lettera alla cittadinanza, riguardo alla squadra di calcio, ha scritto di sport aperto all’integrazione e di scelta fatta per il bene del paese e per salvare il calcio locale: in realtà, confrontandosi con alcuni cittadini, aveva affermato di non essere d’accordo col metodo utilizzato per la gestione della Polisportiva nella formazione di questa squadra, smentendosi nuovamente con successive dichiarazioni apparse sui quotidiani.

Anche perché, sottolineiamo noi, a Foresto la Polisportiva dell’Oratorio vanta ben 11 squadre di calcio e numerosissimi giovani residenti, impegnati sul campo di calcio. Tra l’altro all’Amministrazione Comunale (o a chi di competenza) vorremmo chiedere dove sono finiti i soldi, che ha ricevuto dal Coni e che dovevano servire alla realizzazione della pista di atletica, ma probabilmente resterà un mistero…

Tornando al discorso disinformazione, la Polisportiva (nella persona del Presidente Gregori), oltre al Comune, giustifica la scelta della squadra tutta di colore, con un discorso d’integrazione, di solidarietà e di apertura mentale. E’ evidente che ormai, in Italia, quando non si trovano motivi per giustificare le proprie scelte, si tirano in ballo, molto a sproposito, questi concetti molto vaghi e, troppo spesso usati in malafede ed alcune persone di Foresto hanno cercato di nascondersi dietro questi termini, se non addirittura di farsi belli davanti ad intellettuali, benpensanti e finti buonisti, seguendo l’esempio di questa cultura ormai dominante, per la quale sei un esempio da seguire se dai la precedenza allo straniero o a chi viene da fuori paese, rispetto alla popolazione locale.

Per noi, invece, chi amministra un Comune e, in questo caso particolare, chi gestisce una Polisportiva, dovrebbe dare tassativamente la precedenza ai propri cittadini ed ai giovani che vivono in paese. Queste sono le vere motivazioni che animano le proteste di molti cittadini di Foresto (e non minoranza di persone, come scrivono in modo falso i vari quotidiani), ma ovviamente i giornali hanno preferito scrivere di persone ignoranti, di razzisti, di intolleranza e di rifiuto della persona con un diverso colore della pelle.

Ci preme sottolineare che, pensarla in modo diverso da altre persone, non significa essere degli estremisti, ma solamente portare avanti dei propri convincimenti, che nulla hanno a che vedere con il razzismo.

Questo modo di agire è una discriminazione verso i tanti sportivi del paese, coperta con le parole integrazione e solidarietà: ma secondo voi integrazione significa formare una squadra di italiani e stranieri oppure una squadra di soli stranieri, escludendo chiunque altro?

Ma sembra che a molti, nella realtà italiana, ultimamente piacciano questi termini. Noi non li accettiamo perché sono usati in modo strumentale e vogliamo che venga descritta la realtà per quella che è e che venga restituito al paese di Foresto il piacere e l’orgoglio di vedersi rappresentato, sul campo, da giovani locali".

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