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I risultati

Ubi, utile a 162 milioni: 1.103 soci recedono dopo la trasformazione in Spa

Il Consiglio di Gestione di Ubi Banca ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2015 e ha incassato il recesso di 1.103 soci dopo la trasformazione in Spa deliberata nell'assemblea del 10 ottobre.

Il Consiglio di Gestione di Unione di Banche Italiane Spa (UBI Banca) ha approvato i risultati consolidati dei primi nove mesi del 2015, che si è chiuso con un utile netto di 162 milioni, in crescita dell’8,1% rispetto ai 149,8 milioni dei primi 9 mesi del 2014 nonostante l’inclusione a partire dal 2015 dei nuovi contributi obbligatori al Single Resolution Fund e al Deposit Guarantee Scheme (che hanno pesato per complessivi 20,9 milioni netti sull’utile del periodo).

I risultati dei primi nove mesi dell’esercizio confermano le tendenze man mano delineatesi in corso d’anno. Prosegue il buon andamento delle commissioni nette (+6,8% sul 2014) trainate dai prodotti d’investimento, e si consolida il miglioramento della qualità del credito, con minori esigenze di rettifica (-10,9%); tali andamenti hanno consentito di compensare pienamente l’andamento del margine d’interesse (-9,5%), influenzato dal minor apporto del portafoglio titoli – in progressiva riduzione e ricomposizione – e da condizioni particolarmente competitive sui mercati del nuovo credito. Grazie alla conferma del perdurante controllo dei costi (-1,3% anno su anno), punto di eccellenza, assieme alla qualità del credito, per il Gruppo, la redditività “core” (margine d’interesse – rettifiche su crediti + commissioni nette – oneri operativi) è risultata in crescita del 20,8% rispetto ai primi 9 mesi del 2014.

Proventi operativi a 2.467,1 milioni di euro, in calo del 3,5%, mentre il margine di interesse si attesta a 1.245,8 milioni (in calo del 9,5%) principalmente per il minor contributo del portafoglio titoli, progressivamente in ridimensionamento e ricomposizione, ma anche a seguito della pressione competitiva nell’attività creditizia. Risultato della finanza a 138,9 milioni rispetto ai 150,5 milioni dei primi nove mesi del 2014: oneri operativi in ulteriore diminuzione dell’1,3% (-20,6 milioni) a 1.542,1 milioni di euro, nonostante l’inclusione nel 2015 di 7,7 milioni di oneri di integrazione in relazione alla fusione tra IW Bank e UBI Private Investment. Al netto di tale voce gli oneri operativi registrano un calo dell’1,8% anno su anno. Costo del credito a 557,6 milioni rispetto ai 626,2 dei primi 9 mesi del 2014 (-10,9% anno su anno a 89 punti base annualizzati rispetto ai 98 dei primi 9 mesi del 2014).

Ubi Banca ha reso noto che il diritto di recesso conseguente alla trasformazione in società per azioni deliberata nell’assemblea straordinaria dei soci in data 10 ottobre 2015 è stato esercitato entro il termine finale del 27 ottobre da 1.103 soci per 35.409.477 azioni Ubi Banca per un controvalore complessivo pari a 258.064.268,38, al valore di liquidazione di 7,2880 euro per azione: le azioni oggetto di recesso rappresentano il 3,927% circa dell’attuale capitale sociale sottoscritto e versato di Ubi Banca.
Il consigliere delegato di Ubi Banca Victor Massiah commenta i risultati dei primi nove mesi dell’anno:

 

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