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Sciopero Italcementi, in 300 davanti alla sede di Bergamo "Ci dicano cosa sarà di noi" - BergamoNews
La manifestazione

Sciopero Italcementi, in 300 davanti alla sede di Bergamo “Ci dicano cosa sarà di noi” fotogallery

Erano circa 300 i lavoratori di Italcementi che nella mattinata di venerdì 30 ottobre hanno manifestato di fronte alla sede di via Madonna della Neve: "Stiamo uniti, solo così riusciremo a salvaguardare occupazione e dignità".

Chiedono solidarietà, impegno della politica, risposte sul proprio futuro: i lavoratori della sede centrale di Italcementi alzano la voce e scendono in piazza in massa per uno sciopero di 8 ore che ha raccolto un’adesione del 95% e ha richiamato operai anche dalle cementerie di Calusco e di Rezzato, con circa 300 persone a presidiare gli ingressi di via Madonna della Neve e via Camozzi.

Un’alta partecipazione che dimostra come il fronte si stia compattando, vincendo pian piano quella resistenza e quel timore a manifestare apertamente il proprio dissenso che in minima parte continua a serpeggiare nell’aria tra i dipendenti: “Lavoratore dai forza alle tue ragioni, aderisci allo sciopero! – si legge in un volantino che vuole proprio vincere questo tipo di resistenza – C’è una linea sottile tra il tacere e il subire”.

Un punto sul quale ha insistito anche il segretario provinciale della Cgil Luigi Bresciani nel proprio intervento, a conclusione della mattinata di sciopero: “Le vertenze come questa riescono solamente se c’è una forte unità tra i lavoratori: non credete a quei dirigenti che vogliono farvi credere che qualcuno, se si comporta in un certo modo, ha la possibilità di salvarsi. E’ chiaro che ci vogliono dividere: rafforzate il fronte del sindacato, non abbiamo null’altro da difendere se non il vostro posto di lavoro e il vostro futuro. Siamo in tanti e dimostriamo di essere forti, dimostriamo anche a Pesenti che non può fare quello che vuole: è stata un’operazione fatta di nascosto, non se la può cavare così. Non abbiamo nessun problema con la persona ma da imprenditore ha una responsabilità sociale, deve dirci cosa vuole fare domani e cosa ne sarà dei lavoratori di Italcementi. È una vergogna che la trattativa sia andata avanti senza che fosse discussa la salvaguardia dell’occupazione degli italiani: è questa la sua maggiore responsabilità”.

Le richieste sono state sempre chiarissime e sono state ribadite nuovamente: la salvaguardia dei posti di lavoro, la presentazione di un piano industriale che renda esplicito l’assetto produttivo, amministrativo, gestionale, commerciale, di ricerca e sviluppo del nuovo costituendo gruppo, l’attivazione della proroga per la cassa straordinaria per 12 mesi dal 1 febbraio 2016.

“Stiamo uniti – è l’appello di Danilo Mazzola della Filca Cisl di Bergamo – solo così riusciremo a salvaguardare occupazione e dignità: è una vertenza lunga e complicata che ci porterà altre volte in piazza. Pretendiamo garanzie e sicurezze per il futuro: la vendita di Italcementi è stata un’operazione finanziaria che farà star bene la famiglia Pesenti per secoli, ora ci devono dire cosa succederà ai lavoratori e alle loro famiglie”.

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