La curiosità

Foresto Sparso, tutti africani e anche sul campo la squadra è da primato

A Foresto Sparso la locale squadra di calcio è sopravvissuta grazie all'innesto di una rosa di calciatori tutti africani, guidati da mister Bassirou Ndyaie: l'inizio di campionato è da urlo ma l'obiettivo principale si chiama integrazione.

Una squadra tutta africana in vetta al girone C di Terza Categoria: è l’Asd Foresto Sparso di patron Gianbattista Gregori e di mister Bassirou Ndyaie, guida quasi spirituale di una rosa giovanissima e alla prima esperienza nel campionato Figc ma che è partita razzo in questo avvio di campionato.

Nelle prime quattro giornate sono arrivate tre vittorie e un pareggio, con sette gol fatti e nessuno subito, unica squadra bergamasca ad avere ancora la porta inviolata: una storia che fissa le sue radici nei campionati Csi e che in estate ha fatto il grande salto, salvando di fatto la Polisportiva che, senza il loro ingresso, non si sarebbe iscritta ad alcun campionato.

L’invito è arrivato proprio Bassirou Ndyaie che si è proposto insieme ai suoi ragazzi per continuare a far vivere il Foresto Sparso: la rosa è composta interamente da giocatori stranieri, compresi tra i 29 e i 19 anni, originari soprattutto del Senegal con qualche rappresentate ghanese e ivoriano, ma anche la società ha subito una rivoluzione.

Se ai piani alti si trovano ancora il presidente Gregori, il suo vice Mauro Bezzi e i consiglieri Eugenio Bezzi e Gloria Locatelli, nelle carica di direttore generale troviamo Diop Medoune, in quella di segretario Sarr Mamadou, cassiere Drame Serigne Moustape, accompagnatore Balde Mame Birame, direttore tecnico Ndyaie Elhadj Mamadou. A fare compagnia a mister Ndyaie l’unico italiano dello staff tecnico, il preparatore Angelo Trapletti.

La stagione è iniziata nel migliore dei modi, con i successi contro Costa di Mezzate, Cividino Quintano e San Leone e con il pareggio contro il Bagnatica: ma a Foresto Sparso si vuole costruire di più di una squadra vincente perchè l’obiettivo principe è senza dubbio quello di facilitare il processo di integrazione nella società di questi giovanissimi calciatori e, presto, la rosa potrebbe diventare multietnica.

Nel frattempo, di sicuro, è già entrata nella storia.

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