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Supermercati Il Gigante Aperto lo stato d'agitazione A Bergamo 60 lavoratori - BergamoNews
La trattativa

Supermercati Il Gigante Aperto lo stato d’agitazione A Bergamo 60 lavoratori

La discussione sull'integrativo si è interrotta sulle richieste dell'azienda di ridurre in maniera drastica e generalizzata le condizioni economiche e normative: nelle prossime settimane saranno definite le iniziative contrasto, compreso lo sciopero.

È stato aperto lo stato di agitazione alla catena di supermercati Il Gigante. Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs della Lombardia lo hanno stabilito per le difficoltà incontrate con l’azienda in merito alla discussione del contratto integrativo. La situazione si ripercuoterà anche nelle strutture bergamasche del gruppo.

Sono 3 i negozi a Bergamo: i superstore di Albino e Bottanuco e il supermercato cittadino di via Bono, che occupano in totale circa 60 lavoratori. L’unico coinvolto nello stato d’agitazione è il punto vendita di Bottanuco. 

La trattativa sull’integrativo si è interrotta bruscamente il 18 settembre a fronte delle richieste dell’azienda di ridurre in maniera drastica e generalizzata le condizioni economiche e normative del contratto: ad esempio l’azienda ha chiesto la trasformazione del premio di produzione fisso in premio variabile, la ridiscussione dei buoni pasto, l’eliminazione dei trattamenti migliorativi (rispetto al Contratto nazionale) in materia di pause, malattia, maggiorazioni dei giorni festivi del mese di dicembre, ma anche la definizione di un codice di autoregolamentazione della Legge 104 (permessi per assistenza a persone con disabilità) e la previsione di trasferte ancora più flessibili.

“La disponibilità dimostrata dalle organizzazioni sindacali territoriali e regionali e dai delegati è stata ampia, nonostante le difficoltà” ha commentato oggi pomeriggio Mauro Rossi della Filcams-Cgil di Bergamo, presente alla trattativa. “Eravamo disponibili a confrontarci su tutti i temi, ma abbiamo chiesto che venisse esclusa sin da subito la richiesta di trasformare in variabile il premio di produzione che oggi è fisso e ormai consolidato in busta paga da decenni. L’azienda, però, ha deciso di interrompere il confronto e ha lasciato il tavolo. Non sappiamo ora come il Gigante intenderà procedere, ma riteniamo comunque grave ed inaccettabile quanto accaduto. L’azienda, di fatto, sta cercando di abolire quarant’anni di contrattazione integrativa, volendo far pagare ai lavoratori sia un recupero di redditività aziendale che il costo dei prossimi aumenti del Contratto nazionale”.
La mobilitazione coinvolge tutti i punti vendita lombardi, esclusi quelli gestiti dall’altra società del gruppo, Rialto Srl che ad oggi non ha alcun contratto integrativo. Ecco perché in bergamasca la mobilitazione riguarda solo il negozio di Bottanuco (Albino e Bergamo sono infatti gestiti da Rialto Srl).
“Sulla situazione dei lavoratori di Rialto Srl, durante la trattativa, abbiamo proposto all’azienda di discutere un contratto integrativo di gruppo applicabile ovunque” conclude Rossi.

“La trattativa sul contratto aziendale si è interrotta rapidamente perché le posizioni sono risultate troppo distanti – dice Alberto Citerio, segretario generale Fisascat di Bergamo. La volontà dell’Azienda di ridurre in maniera drastica e generalizzata le attuali condizioni economiche e normative (ricordiamo, a titolo esemplificativo, la variabilizzazione del premio aziendale fisso, l’eliminazione dei ticket, il superamento dell’integrazione a carico azienda della malattia, l’abbattimento delle maggiorazioni per lavoro festivo effettuate nel mese di dicembre, una diversa regolamentazione delle pause, la previsione di una mobilità territoriale ed altro ancora) presenti nel contratto aziendale hanno di fatto reso impossibile il proseguimento del confronto”.

La disponibilità dimostrata dalle Organizzazioni Sindacali e dal Coordinamento delle Delegate e Delegati ad affrontare, nonostante le difficoltà, i temi presenti sul tavolo, affermano le segreterie regionali delle tre sigle sindacali, “è stato vanificato dalla rigidità aziendale e dalla pretesa di voler indicare nella variabilizzazione di elementi fissi della retribuzione la condizione indispensabile per raggiungere il contenimento di costo prefissato. Di fronte a tale atteggiamento di chiusura anche le proposte da noi formulate per cercare di individuare un percorso utile al confronto hanno perso di significato. Non sappiamo adesso l’Azienda come intenderà procedere, ma riteniamo comunque grave ed inaccettabile quanto accaduto al tavolo lo scorso 18 settembre”.

Per questi motivi, dunque, è stato proclamato fin da subito lo stato di agitazione in tutte le filiali “Il Gigante” presenti sul territorio lombardo, e nelle prossime settimane saranno definite le iniziative di contrasto ritenute indispensabili, compreso lo sciopero.

Nei prossimi giorni, attraverso una serie di assemblee, verrà attivata una campagna d’informazione adeguata nei luoghi di lavoro, con l’obiettivo di coinvolgere e sensibilizzare le lavoratrici ed i lavoratori.

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