Caso Yara, Feltri: "Psichiatra per il pm che tira in ballo le corna di Marita a Bossetti" - BergamoNews
L'attacco

Caso Yara, Feltri: “Psichiatra per il pm che tira in ballo le corna di Marita a Bossetti”

Il giornalista bergamasco non difende Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti imputato per l'omicidio Gambirasio, ma di un principio di civiltà: sesso e gossip spicciolo stiano lontani dalle aule di tribunale, soprattutto se non riguardano la vicenda processuale.

"Sarebbe ora di giudicare ogni individuo tenendo conto che il cuore e il cervello di ciascuno di noi sono separati nettamente da quanto abbiamo (giudici inclusi) dalla cintola in giù".

Il giornalista bergamasco Vittorio Feltri chiude così il suo editoriale sulle pagine de "Il Giornale" di difesa strenua non di Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti imputato per l’omicidio della piccola Yara Gambirasio, ma di un principio di civiltà: sesso e gossip spicciolo stiano lontani dalle aule di tribunale, soprattutto se non riguardano la vicenda processuale.

Lo spunto è la richiesta dell’accusa contro Bossetti di interrogare in aula gli amanti della Comi come testimoni, respinta dal giudice. "All’imputato e alla consorte si spera sarà risparmiata l’umiliazione di lavare i panni sporchi in un’aula di giustizia", spiega Feltri sul Giornale, indignato dalla "pretesa" dei pm "di discutere di corna nell’ambito di un dibattimento incentrato su un omicidio".

La tesi dell’accusa è che "i tradimenti (veri o no) di Marita avrebbero influito negativamente sull’equilibrio psicologico di Massimo", una tesi per Feltri "talmente sgangherata da meritare, questa sì, l’intervento della psichiatria".

Gli incontri amorosi in motel della Comi con i suoi amanti, peraltro, sono avvenuti dopo l’omicidio di Yara, avvenuto nel novembre 2010. "Ci mancava solo, in simile vicenda torbida, una discettazione sull’adulterio quale propellente di atti criminali", continua Feltri, secondo cui c’è anche un altro pericolo: "Ammesso e non concesso che Marita abbia deciso di abbandonarsi a qualche distrazione, sono casi suoi e non casi giudiziari. I peccati della carne non sono reati, e gli investigatori, nonché i magistrati, dovrebbero disinteressarsene per rispetto delle persone che li hanno commessi, ma anche del codice penale che non persegue le effusioni extraconiugali".

Secondo: "Della reputazione di Marita è stato fatto strame con grave danno per l’intera famiglia. Il rischio è che quelli di Bossetti, nelle chiacchiere popolari, siano definiti non soltanto figli di un assassino, ma anche figli di una poco di buono".

Peccato che, conclude Feltri, la signora Comi "abbia sempre amorevolmente assistito Massimo, dal giorno dell’arresto a oggi. Inoltre, ha provveduto in proprio alla prole, confermando di essere una donna responsabile. Cosa le si poteva chiedere di più?.

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