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Quelli che... il Bossetti Il pubblico che vuol vedere il presunto killer - BergamoNews
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Quelli che… il Bossetti Il pubblico che vuol vedere il presunto killer

Nella mattina di venerdì 3 luglio sono molte le persone che si sono messe in coda per assistere alla prima udienza del processo al presunto killer di Yara, Massimo Bossetti. Ecco chi sono e chi cercano.

Capelli raccolti, niente trucco ed un sorriso delicato: lei è Barbara Paganini, 18 anni, della quarta ragioneria Einaudi di Dalmine. È in coda per entrare nell’aula d’Assise del Tribunale di Bergamo. Non riuscirà a passare il metal detector e ad entrare in quell’aula dove si celebra il processo per un delitto che ha per vittima una sua coetanea scomparsa il 26 novembre 2010: Yara Gambirasio.

“Sono stagista al tribunale e mi hanno detto di seguire un processo d’Assise così eccomi qui, ma che sia Bossetti l’imputato non mi interessa più di tanto, a me interessa seguire un processo per vedere come si svolge” ammette. Lei, coetanea della vittima Yara Gambirasio, non vuole entrare nel merito del processo.

“Innocente o colpevole lo deciderà la giuria” aggiunge Barbara. Con lei c’è una compagna di scuola che si sottrae ai giornalisti in uno dei processi più mediatici che si celebrano a Bergamo. Loro due, appena 18enni, sono rimaste fuori da quell’aula. Dentro hanno superato la fila persone comuni che questo processo lo attendono come un evento per dire poi un giorno: “Io c’ero”.

Tra la piccola folla che spinge per entrare a vedere “dal vivo” il presunto killer di Yara c’è signora con i sabò dorati sospesa a mezza strada tra il salotto di Barbara D’Urso e il mercato della Malpensata, c’è la mamma con il figlio ormai grande ma ancora in pantaloncini in stile “ti porto al Cre”, il pensionato con il marsupio che per un giorno ha abbandonato il cantiere da osservare come umarells.

Che cosa cercano queste persone? “Voglio vederlo dal vivo e capire se lui è davvero l’assassino” risponde una Alberta.

Mentre Angelo Torriani è convinto: “C’è un complotto, Bossetti ha assistito alla scena dell’assassinio di Yara, ma non può parlare perché ha preso dei soldi e se adesso parla…”. Insomma, c’è una partecipazione pubblica al processo che incuriosisce e che dimostra quanto sia stata toccata sul vivo da questo delitto.

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