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Dalmine verso il registro delle unioni civili, Iodice: "Restano un'assurdità" - BergamoNews
L'intervento

Dalmine verso il registro delle unioni civili, Iodice: “Restano un’assurdità”

Il regolamento sarà votato probabilmente a settembre ma non a tutti la novità in arrivo sta bene: "Le unioni civili non sono un diritto, ma un'assurdità. Il matrimonio e la normativa ad esso relativa servono a garantire la famiglia e i minori, non a dare notizia pubblica degli affetti. Chi amare è una scelta personale, indiscutibile e sacra. Il resto è propaganda".

Dalmine va verso l’istituzione del registro delle unioni civili. La conferma dopo il consiglio comunale di martedì 30 giugno: se ne riparlerà a settembre, ma la strada da seguire sembra quella percorsa poche settimane fa a Bergamo dall’amministrazione guidata da Giorgio Gori.

Una scelta che è ancora tutta da vedere ma che inizia già a far discutere: "Dopo le decisioni in questo senso da parte di altre città governate dal Pd e soprattutto di Bergamo la domanda era dovuta – afferma il consigliere di minoranza Gianluca Iodice, che nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione alla quale il sindaco Lorella Alessio ha risposto martedì sera –. Per quanto mi riguarda, non sosterrò il progetto del sindaco: ritengo che si tratti di una scelta meramente ideologica portata avanti da un centrosinistra che al vuoto del suo lavoro amministrativo pensa di sostituire pseudo battaglie per i diritti civili. Ma le unioni civili non sono un diritto, sono un’assurdità. Per le coppie composte da persone di sesso diverso esiste già il matrimonio, civile o religioso che dir si voglia. Per le coppie composte da persone dello stesso sesso non è necessario alcun istituto pubblico, visto che non possono avere prole. Certo – prosegue Iodice –, restano i problemi che le coppie di fatto (eterosessuali e omosessuali) riscontrano nella loro vita quotidiana. Ma se si volessero davvero difendere i diritti civili, basterebbe ampliare e correggere quanto già esiste, eliminando dalla legislazione tutte quelle norme che inibiscono la libera scelta rispetto a questioni importanti come l’eredità o le cure mediche. Ma il Pd si guarda bene dall’operare sul concreto e invece ce la mette tutta per mettere in crisi la famiglia tradizionale. La mia posizione, comunque, non nasce certo da intolleranza. Ritengo che sia essenziale per una buona politica combattere tutte le discriminazioni, ma lotterò sempre contro norme che vogliono definire i comportamenti degli individui. Il matrimonio e la normativa ad esso relativa servono a garantire la famiglia e i minori, non a dare notizia pubblica degli affetti. Chi amare è una scelta personale, indiscutibile e sacra. Il resto è propaganda".

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