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Il testamento biologico bussa in Valseriana: Fiorano e Colzate ascoltano attenti

Potrebbe succedere nelle prossime settimane nei Comuni di Fiorano al Serio e di Colzate, i primi due che potrebbero ascoltare la proposta di "Ricircolo 54", l'organizzazione no-profit attiva in Valseriana con eventi e proposte culturali.

Il testamento biologico bussa alla porta di Fiorano al Serio e Colzate, i primi due Comuni che potrebbero ascoltare la proposta di "Ricircolo 54", l’organizzazione no-profit attiva con eventi e proposte culturali che nell’ultimo anno ha scelto di portare in alcuni paesi della Valseriana uno dei temi più discussi degli ultimi tempi: quello del fine vita (di cui peraltro a Bergamonews hanno recentemente parlato Beppino Englaro e Mina Welby).

A dirla tutta nel 2010 il Dat (Dichiarazione anticipata di trattamento) era già arrivato a Palazzo Frizzoni con una proposta presentata dal consigliere di minoranza Simone Paganoni ma l’amministrazione dell’allora sindaco Franco Tentorio bocciò la proposta. In città si tornò a parlare di testamento biologico nel marzo del 2012 (e poi di nuovo nell’ottobre di un anno dopo), quando la Chiesa Valdese e la Comunità Cristiana Evangelica aprirono il primo sportello cittadino per il deposito della dichiarazione anticipata di volontà sui trattamenti sanitari: in tre mesi furono poco meno di 70 le richieste arrivate dai bergamaschi, segno chiaro e tangibile di come la popolazione avesse voglia di essere chiamata in causa per un tema tanto delicato.

Ora i discorsi sul testamento biologico potrebbero essere presto riaperti, partendo proprio dalla Valseriana, terra in cui "Ricircolo 54" ha iniziato la sua campagna di sensibilizzazione per far capire ai bergamaschi cos’è veramente quel Dat di cui si sente spesso parlare tra l’ignoranza di tanta, troppa gente.

"Quante volte ci siamo trovati a discutere, più o meno seriamente, con amici e parenti, di cosa vorremmo noi nel malaugurato caso ci trovassimo in una condizione di salute irrecuperabile, come uno stato vegetativo – si legge sulla nota resa pubblica nei giorni scorsi da Ricircolo 54 -. Quante volte abbiamo detto, magari alle persone a noi più care e vicine, ‘se succedesse a me, non dubitare, voglio che tu faccia così’. E quante volte abbiamo pensato ‘se succedesse a mio figlio, a mio marito… cosa farei? Cosa vorrei? Riuscirei a rispettare le sue volontà o sarebbe troppo doloroso?’. Queste sono domande grandi, pesanti, ci mettono a nudo con la parte più profonda ma anche più fragile di noi stessi. Qualcuno di noi sicuramente penserà ‘vedranno loro cosa fare, io tanto non potrò né dire né farci niente’. Qualcuno invece potrebbe sentire forte dentro di sé il desiderio che le proprie volontà, rispondenti al personale modo di vivere, di pensare e sentire, vengano rispettate. Per essere sé stessi fino alla fine".

"Il Ricircolo 54, associazione costituita tre anni fa da giovani cittadini di Colzate e paesi limitrofi – continua la nota -, ha deciso di stimolare i comuni di Colzate, Vertova e Fiorano al Serio in merito a tali questioni, ed in particolare in merito alla possibilità di istituire il Registro del Testamento Biologico proprio nei nostri paesi. In tanti l’hanno già fatto in Italia, circa 23milioni di persone, ed anche noi potremmo avere quest’occasione. Due di questi sindaci hanno infatti accolto con entusiasmo questa iniziativa che offre ad ogni cittadino la possibilità di esprimere e formalizzare le proprie volontà riguardo il fine vita, i trapianti e le donazioni di organi, le cure palliative. Questa collaborazione proseguirà anche nei prossimi mesi ed intende coinvolgere tutte le figure, istituzionali e no, che sentiranno il desiderio di portare avanti questa proposta democratica".

"Il Testamento Biologico – si legge ancora – non rappresenta una dichiarazione volontaria di eutanasia, anzi. Detto anche dichiarazione anticipata di trattamento (DAT), è un documento scritto che indica le manifestazioni di volontà con le quali ognuno, in condizioni di lucidità mentale, decide quali trattamenti sanitari (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) intende o non intende accettare nel momento in cui questi trattamenti siano necessari e il soggetto non sia più capace di intendere e di volere ovvero non sia più autonomo. Viene sottoscritto insieme ad un fiduciario, il quale avrà il compito di farsi garante del rispetto delle proprie volontà, qualunque esse siano. Proprio per questo la nostra iniziativa non ha né valenza né posizione politica in senso stretto, ma rappresenta la volontà di fornire ai cittadini uno strumento per far valere i propri diritti". 

"Sicuri che questo argomento susciterà interesse nell’intera popolazione – conclude la nota di Ricircolo 54 -, vi anticipiamo che dopo l’estate sarà organizzata una serata informativa e di dibattito volta a discutere questo attualissimo tema, approfondendo anche gli aspetti legali e pratici. Non aspettiamo che siano sempre gli altri a decidere per noi".

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