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Centrale a biomasse, le Iene a Cavernago Nuova battaglia del comitato

Il comitato F9 continua la sua battaglia contro la centrale a biomasse di Cavernago e per far sentire la propria voce ha contattato le Iene.

Il comitato F9 continua la sua battaglia contro la centrale a biomasse di Cavernago e per far sentire la propria voce ha contattato le Iene. L’inviata della trasmissione, Nadia Toffa, ha incontrato il presidente del comitato Adriano Carolo. Nei giorni scorsi lo stesso Carolo ha scritto un appello rivolto ai consiglieri regionali, provinciali e all’onorevole Giovanni Sanga per chiedere di occuparsi del caso Cavernago. “La storia del nostro Comune, fondato dal Colleoni e definito il “paese dei due castelli”, si è trasformata e ha dato origine ad una nuova denominazione: “ paese delle cinque centrali” e “del tutto quello che inquina, si autorizza” – si legge nella lettera protocollata negli uffici di via Tasso -. La situazione più eclatante, già sottoposta all’attenzione politica nazionale, regionale e provinciale, seppur con scarsi risultati, è senza dubbio quella riguardante la centrale a olio vegetale piazzata tra le case dei cittadini a 5 (cinque) metri dalle recinzioni. In quattro anni, grazie all’attività del Comitato F9, sempre contenuta nei binari della legalità, l’impianto non è praticamente mai entrato in “esercizio” né tantomeno è andato “a regime”. Ogni volta che c’era un problema, i funzionari Provinciali delegati, emettevano D.D. di proroga dei termini, cosa che non ci pare sempre dovuta, specie se ci si trova di fronte a palesi inadempienze e/o non rispetto delle prescrizioni autorizzative. Nonostante tutto e l’intervento della nuova Amministrazione Comunale che ha fatto una proposta, a nostro avviso irrinunciabile, la Società continua nei tentativi di proporre soluzioni e ci ritroviamo a dover affrontare un’ulteriore C.d.S. il 15 giugno con una istanza per adottare un sistema di abbattimento polveri. Basta, non è il caso di continuare a tenere in essere un’autorizzazione che non ha futuro. Chiediamo alla politica che si attivi presso la dirigenza del settore Ambiente della Provincia di Bergamo affinché siano presi provvedimenti in autotutela e, rispettando il principio di precauzione, siano tutelati i diritti fondamentali dei cittadini di Cavernago che non possono vivere con la spada di Damocle dell’inquinamento fai da te e magari autorizzato da enti che non si sono mai presi l’onere di verificare ciò che la Società presentava, trincerandosi dietro asseverazioni di parte che sono state stilate da tecnici che nel tempo sono cambiati più volte. Rivolgiamo questo appello senza pretendere che si risolvano tutte le problematiche in un sol colpo (per i miracoli, occorre attrezzarsi) ma partendo dal più grave: un impianto produttivo malfatto, malfunzionante e malposizionato, che deve essere rimosso! Contando sulle Vostre sensibilità e fiduciosi, restiamo a disposizione per qualunque iniziativa Vogliate adottare e per qualunque chiarimento si rendesse necessario fornire”.

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