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L'Imu a Bondo di Colzate? Uguale a Forte dei Marmi Ma qui i servizi latitano - BergamoNews
La lettera

L’Imu a Bondo di Colzate? Uguale a Forte dei Marmi Ma qui i servizi latitano

Seconda casa a Bondo, paesino di montagna, affascinante, niente da dire, ma con tasse da località super-vip... E servizi scarsi. È sempre colpa di Roma ladrona o la responsabilità è di chi amministra sotto al minimo sindacale appellandosi al rigore della legge di stabilità?

Gentile redazione

Sono tra i tanti che martedì pagheranno Imu e Tasi, vi spiego perché mi scoccia assai.

Ho una casina in un paesino di montagna, Bondo di Colzate, già a metà del secolo scorso frequentato da villeggianti che arrivavano qui anche quando l’unica strada era una mulattiera.

Non è Portofino, né Forte dei Marmi, ma gli 800 metri di quota, la natura incontaminata, il contatto umano e le iniziative organizzate dai giovani del Circolo VagaBondo ne fanno per me una meta irrinunciabile.

L’aliquota per la seconda casa deliberata dal Comune di Colzate (il capoluogo, a 5 km da qui) è del 10,6 per cento. Pari a Forte dei Marmi, appunto, e nei paesi limitrofi solo a Gazzaniga, che può contare su ben altri servizi.

Quasi il massimo, il che farebbe pensare a una cura della cosa comune di livello adeguato, invece qui succede al contrario.

L’unica fonte di reddito dei residenti – non ci sono fabbriche o uffici, i contadini sono sempre meno numerosi – è la ora molto ridotta villeggiatura, pagata a prezzo altissimo senza ricevere nulla in cambio.

Le erbacce nelle vie del paese crescono indisturbate con le rare eccezioni delle feste patronali, le luci fulminate dei lampioni stradali rimangono oscurate per mesi (una lampadina del lampione in piazza compirà a giorni un anno di buio), l’amministrazione comunale si fa vedere nelle feste comandate, non parliamo poi di un miniprogetto o idea per il turismo, l’unico bar è gestito dai volontari del paese nella ex scuola elementare, con tanto di pagamento di affitto e spese all’amministrazione.

Sia chiaro, se vedessi in qualche modo ripagato dal Comune quanto verso, in termini di pulizia, eventi, presenza, partecipazione, mi seccherebbe meno. A queste condizioni no.

Penso che nella mia condizione siano in tanti, non certo solo qui.

Va bene pagare, ma per cosa? Quali servizi? Quali benefici? Quale cura per il territorio?

È sempre colpa di Roma ladrona o la responsabilità è di chi amministra sotto al minimo sindacale appellandosi al rigore della legge di stabilità?

Passo e chiudo, vado a pagare.

Lettera firmata

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