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In contropiede

La salvezza è arrivata ma non per meriti della Dea Percassi, ora rivoluzione

Il nostro Bore analizza il pesante ko dell'Atalanta che ha comunque portato la certezza della permanenza nella massima serie grazie alla contemporanea sconfitta del Cagliari. Ora serve un cambio radicale: se lo aspettano tutti i tifosi per evitare un'altro anno di sofferenze.

La matematica certezza della permanenza in serie A arriva nella giornata in cui un fortissimo Genoa umilia l’Atalanta infliggendole la più pesante sconfitta della gestione Reja.

Il modulo adottato in apertura delle ostilità è l’ormai consueto 4-3-3 con Cherubin accanto a Stendardo, Bellini e Dramè sugli esterni, un centrocampo con Ciga, Migliaccio e Carmona e Pinilla al centro dell’attacco con Gomez e D’Alessandro a giostrare sulle fasce. La squadra nerazzurra è partita abbastanza bene tanto che poco dopo il quarto d’ora è passata in vantaggio con un rigore trasformato da Pinigol concesso dal direttore di gara per un chiaro e stupido fallo di mano di Burdisso. Ma da quel momento in poi il Genoa ha letteralmente dominato la partita, riuscendo a pareggiarla alla mezz’ora quando Pavoletti ha staccato di testa sopra a Stendardo infilando Sportiello. L’Atalanta per la verità un paio di occasioni le ha anche create: una con Dramè ben lanciato dal Ciga che solo davanti a Perin gli ha calciato addosso e l’altra con D’Alessandro che ha superato in area Roncaglia ed è parso essere stato toccato dal difensore genoano, ma Gervasoni non se l’è sentita di concedere il secondo rigore. Nel finale del primo tempo Pinilla si è reso protagonista anche in fase difensiva salvando sulla linea un colpo di testa di Bertolacci.

Nella ripresa gli uomini di Gasperini hanno dilagato giocando con grandissima padronanza tecnica. Al 12° una grande giocata di Bertolacci supera un impacciatissimo Cherubin con un tunnel e fredda Sportiello. A quel punto Reja sostituisce un non positivo Cigarini con Maxi. Ma dopo 1′ altra azione ficcante rossoblu con Iago Falque che dalla destra rientra sul sinistro (ancora lento Cherubin) e con un precisissimo rasoterra batte nuovamente Sportiello. Il mister nerazzurro cambia modulo inserendo Bianchi al posto di uno spento D’Alessandro. Ma contro il Genoa di ieri c’era ben poco da fare. E infatti l’attaccante spagnolo Falque completa la splendida giornata al 28′ quando in contropiede sulla destra non viene efficacemente contrastato da Cherubin che, invece che andargli incontro, lo attende lasciandolo nuovamente accentrarsi: grande giocata di interno sinistro che si insacca all’incrocio. Sotto di tre gol l’Atalanta non ha però mollato fino alla fine sfiorando il secondo gol in almeno due occasioni (clamorosa quella fallita da Pinigol a porta vuota da un metro). Il centravanti nerazzurro è stato uno dei pochi a salvarsi dalla disfatta, sempre indomito (anche se eccessivamente veemente e, a mio avviso, graziato da Gervasoni).

Difesa totalmente insufficiente, per la verità più i centrali (Cherubin inguardabile ma anche Stendardo sempre in difficoltà) che gli esterni. Il centrocampo è stato letteralmente surclassato dalle grandi giocate dei genoani con un Bertolacci veramente immarcabile. Aggiungo che Sportiello è stato incolpevole su tutte le marcature rossoblu.

Nulla da aggiungere, se non applaudire i più forti avversari e prendere atto che, a questo punto, a salvezza acquisita non per nostri meriti ma nuovamente per la sconfitta casalinga cagliaritana, la squadra nerazzurra arriverà quart’ultima nel campionato visto che a due giornate dalla fine le quint’ultime sono 5 punti sopra.

Credo che questa sconfitta dovrà far riflettere e non poco la dirigenza atalantina su come impostare la prossima stagione, perché se si vorrà evitare un altro disastroso campionato ci sarà da cambiare. E non poco.

Il Bore

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