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La malinconia pop di Levante sbarca all'Ibs di Bergamo "Ma non dite che sono indie" - BergamoNews
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La malinconia pop di Levante sbarca all’Ibs di Bergamo “Ma non dite che sono indie”

La cantautrice catanese mercoledì 13 maggio ha presentato a Bergamo il suo ultimo lavoro, "Abbi cura di te", regalando ai tantissimi fan alcune tracce dell'album: "Sono malinconica ma credo nella vita e nella musica. Mi piacerebbe che in radio e in tv non ci andassero solo i ragazzi usciti dai talent". Il 26 giugno sarà al Forest Summer Fest.

Malinconica ma innamorata della vita e della musica. Bella, energica e pop, tremendamente pop. Claudia Lagona, in arte Levante, mercoledì 13 maggio è sbarcata a Bergamo per presentare alla libreria Ibs di via XX Settembre "Abbi cura di te", l’album uscito lo scorso 5 maggio dopo il grande exploit del suo primo lavoro, "Manuale distruzione", trascinato al successo anche dal singolo che ha fatto conoscere la cantautrice catanese agli italiani con la "vita di merda" urlata da "Alfonso": "Quel pezzo mi ha lanciato sui grandi palcoscenici, è vero, ma mi ha fatto arrivare anche delle critiche per quella frase che qualcuno ha ritenuto un po’ troppo forte – ha spiegato Levante -. Io, però, ho sempre risposto che con quel ritornello ho solo messo su un giro di sol maggiore quello che un po’ tutti almeno una volta abbiamo pensato. Mi sbaglio, forse?". Nonostante la "vita di merda" di Alfonso la 28enne di Caltagirone ci tiene a sottolineare che "la malinconia che mi contraddistingue da quando ero bambina, probabilmente nata dopo la morte di mio padre, non mi ha mai impedito di vedere il lato buono dell’esistenza. La vera fautrice di tutto questo è mia madre, con la quale duetto in una canzone del mio album: è stata lei a insegnarmi che nella vita, nonostante tutti gli schiaffi che ti possono arrivare, ci sarà sempre il tempo per una carezza". E’ forse per questo che Levante ha scelto come titolo del suo ultimo lavoro "Abbi cura di te", una frase semplice e al tempo stesso complessa "che difficilmente si sente nella quotidianità – ha confermato la cantautrice -. A me chi l’ha detto? Un mio vecchio insegnante di chitarra. Prima di riagganciare il telefono mi disse ‘Abbi cura di te’. ‘Sì’, risposi. Quella voce è rimasta impressa dentro me come un’eco ad ogni battito di cuore. Avere cura di me sembrava più difficile che fare un singolo di successo. Solo tanto tempo dopo capii che stavo camminando lungo la strada delle cose buone, dove sugli alberi cresce l’amore e sbocciano fiori d’amicizia". Levante mercoledì ha parlato del suo successo improvviso ("Mentre ‘Alfonso’ passava per le prime volte in radio io servivo brioches e cappuccini in un bar di Torino, per pagarmi l’affitto"), del grande amore che i fan le riservano tramite i social ("Cerco sempre di rispondere a tutti, ma ormai sta diventando sempre più difficile"), del suo stile ("Dicono che sono una indie, ma io non voglio avere nessuna etichetta"), delle prime ispirazioni ("Da piccola cantavo tutte le canzoni di Carmen Consoli, poi crescendo ho imparato ad apprezzare tanti altri artisti. Ora, ad esempio, seguo sempre la musica dei Verdena") e non ha risparmiato una frecciatina al mondo della musica italiana di oggi: "Io non sono contro i talent – ha spiegato – ma mi arrabbio moltissimo quando vedo che tutto lo spazio viene riservato a chi esce da una trasmissione mentre a chi ha fato la gavetta vengono lasciate solo le briciole. Chiedo solo un po’ più di rispetto per chi fa un percorso diverso da quello che il pubblico oggi vuole".

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