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Bosatelli: “Fra vent’anni l’Expo di Milano sarà ancora scuola” – Video

Domenico Bosatelli, Cavaliere del Lavoro e patron della Gewiss Spa, racconta la sua Expo dopo averne vissute da protagonista ben sei. E non nasconde il suo ottimismo: “Fra vent’anni sentirete ancora parlare di Milano per questa Expo, perché farà scuola”.

Ammette che questa di Milano 2015 è la sesta Esposizione universale alla quale partecipa. Racconta di aver visto l’innovazione del Fax e dei treni superveloci quando sembravano avveniristici dall’Esposizione di Tsukuba in Giappone a Siviglia in Spagna, fino a Shanghay in Cina.

E mentre accende l’ennesima sigaretta (confessa di averne fumate più di un milione nella sua vita), il Cavaliere del Lavoro Domenico Bosatelli racconta la sua visione di Expo Milano 2015. Una visione che sembra proiettarsi oltre il tempo. "Fra vent’anni sentirete ancora parlare di Milano per questa Expo, perché farà scuola" sorride.

Lui che di anni ne ha 82 e che guarda il mondo attraverso la sua Gewiss (sua perché la creata nel 1970) portandola a diventare un colosso del settore elettrotecnico che opera a livello internazionale nella produzione di soluzioni e prodotti per la domotica, l’energia e l’illuminotecnica per i settori residenziale, terziario e industriale. Se a Milano si è dato appuntamento il mondo, la Gewiss nel mondo c’è da tempo: presente in 80 Paesi con 7 stabilimenti produttivi (quattro in Italia e poi uno per Paese in Germania, Portogallo e Francia), e dieci società commerciali che spaziano dal Regno Unito alla Turchia, passando dalla Russia alla Cina, abbracciando gli Emirati Arabi e il Cile. Lo abbiamo incontrato nello stand di Gewiss nel padiglione italiano.

Che cosa l’ha colpita di questa Expo Milano 2015?

"Mi ha colpito il tema che è molto in auge. Il problema del mondo è l’alimentazione sia dal punto di vista della qualità che della quantità. Credo che questa Expo avrà un riflesso positivo del mondo a livello eccezionale, anche come l’elevazione dell’immagine del cibo italiano. Dal punto di vista del gusto e nutritivo la dieta mediterranea è la più completa e sapremo fare scuola".

Si parla di nutrire il pianeta, di alimentazione, che apporto può dare un’azienda come la Gewiss su questo fronte?

"Dietro l’alimentazione c’è tutto il processo produttivo. Macchine per la terra, macchine per la lavorazione del cibo, macchine di confezionamento e tutto questo gira attorno all’elettricità. Ciò che conta è la parte impiantistica. Per il visitatore che viene a seguire il settore specifico si concentra sull’alimentazione, ma l’esperto osserva non solo l’aspetto funzionale, architettonico, ma guarda anche l’impiantistica".

Presentate anche prodotti per il risparmio energetico che si collegano alla fase produttiva degli alimenti, quindi questo si ricollega al tema di Expo.

"Sì, ma a monte di questo, quando presenti un’opera come Palazzo Italia che è un capolavoro architettonico non è sufficiente vedere l’aspetto estetito, ma conta anche l’aspetto funzionale. E allora abbiamo ritenuto sponsorizzare tutta la parte impiantistica, sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista automazione e soprattutto l’aspetto dell’automazione".

Abbiamo ascoltato il premier Renzi che chiama all’orgoglio nazionale. C’è anche un orgoglio bergamasco?

"Renzi è un trascinatore eccezionale, al di là della scuola di pensiero è simpatico, è di una generazione che calca molto. Però credo sia giunto il momento che ognuno di noi metta un po’ di entusiasmo in ciò che fa. Dobbiamo imparare a guardare le cose in modo positivo. Per esempio si continua a parlare dell’innovazione come se fosse un progetto, ma è invece un processo, è un continuo divenire delle cose per migliorare. Ce lo insegna il nostro corpo umano".

Quindi dobbiamo essere più ottimisti?

"Sicuramente. La bottiglia sociale Italiana è sigillata, continuiamo a guardare alle parte vuota, ma non ci rendiamo conto che è quasi piena".