Rete nazionale inceneritori Rifiuti da Sud a Nord Terzi: “Assurdo e folle” - BergamoNews
Il commento

Rete nazionale inceneritori Rifiuti da Sud a Nord Terzi: “Assurdo e folle”

L'assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi commenta la proposta di una rete nazionale degli inceneritori: “Assolutamente contrari, spalancare le porte alla spazzatura da fuori Lombardia danneggerebbe realtà che da anni hanno avviato politica di smaltimento che permetterà di spegnere o ridurre gli impianti più vecchi”.

La proposta di una rete nazionale degli inceneritori ci trova assolutamente contrari: spalancare le porte alla spazzatura da fuori Lombardia danneggerebbe le realtà come la nostra che da anni ha avviato una politica di smaltimento e di raccolta differenziata che permetterà di spegnere o ridurre gli impianti più vecchi”. Così l’assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi commenta gli schemi di decreto in attuazione dell’art.35 dello Sblocca Italia, ora sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni.

Il provvedimento obbliga di fatto alla circolazione dell’immondizia da una regione all’altra, sfruttando gli inceneritori esistenti a livello nazionale in modo che le regioni con più impianti, come quelle del nord Italia, sopperiscano alle mancanze di quelle del Sud, bruciando i rifiuti provenienti oltre i confini dei bacini di riferimento locale.

Il Governo in questo Dpcm ha scelto la strada politicamente più semplice: di sottostimare i fabbisogni nazionali di smaltimento rifiuti per giustificare all’Ue l’autosufficienza sulla base della rete impiantistica già presente, quasi esclusivamente al Nord. Un doppio danno all’ambiente e alla salute dei cittadini lombardi, e un danno economico per le nostre comunità che pagherebbero per l’incapacità gestionale e organizzativa delle classi politiche meridionali”, spiega l’assessore Terzi.

“Come Regione Lombardia abbiamo rilevato elementi di incostituzionalità delle disposizioni legislative cui i decreti fanno riferimento, presentando ricorso alla Corte Costituzionale, viste le gravi ricadute che si potrebbero generare sulla pianificazione e gestione dello smaltimento dei rifiuti in Lombardia”.

Uno schema di decreto basato “su dati – annota ancora Terzi – molto discutibili. La previsione di fabbisogno nazionale di incenerimento è stata sottostimata di ben 4 milioni di tonnellate annue. E paradossalmente – evidenzia l’assessore – il decreto prevede l’assimilazione dei rifiuti speciali decadenti da urbani (ecoballe); interpretazione normativa già introdotta da Regione Lombardia a dicembre 2014 e impugnata dallo stesso Ministero che oggi la fa propria nel Dpcm: assurdo”.

“In più – specifica Terzi – applicando alla lettera questo Dpcm, gli speciali industriali di produzione lombarda, oggi inceneriti, prenderebbero, con maggiori costi, la strada dell’estero o peggio ancora delle discariche”.

“Insomma, conclude l’assessore, anziché la rete nazionale sarebbe necessario e strategico un riequilibrio territoriale della capacità di incenerimento nel rispetto dei principi di prossimità e contenimento degli impatti ambientali”.

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